Fuga da Confindustria Chieti, anche la Pilkington non rinnova l'iscrizione

Nei giorni scorsi c'è stata anche la defezione di Honda

| di Antonino Dolce
| Categoria: Attualità
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Un altro addio rumoroso scuote Confindustria Chieti di Paolo Primavera. È quello della Pilkington di San Salvo e delle due aziende-satellite Primo e Bravo. La decisione del colosso del vetro di abbandonare l'associazione degli industriali segue a stretto giro l'altra clamorosa defezione. La Honda di Atessa (unico stabilimento della casa giapponese in Europa) ha lasciato qualche giorno fa «non riconoscendosi più nelle recenti politiche dell’associazione».

La lettera è arrivata nella sede di Chieti ieri, firmata dal presidente di Pilkington Italia, Graziano Marcovecchio. L'ad per il momento si trincera dietro motivazioni di carattere economico: «È il momento di risparmiare, non vi sono altre ragioni. Non escludo che passato questo periodo si possa rientrare in Confindustria. La speranza c’è sempre».
I circa 2mila dipendenti dell'azienda da due anni sono tutelati dai contratti di solidarietà; negli altri due stabilimenti (Primo e Bravo), ne sono impiegati altri 500.

FUGA DA CONFINDUSTRIA - Ora all’orizzonte, al di là delle difficoltà economiche, c’è il rischio di una fuga da Confindustria Chieti che presto potrebbe restare senza il motore produttivo dell'Abruzzo. E in questo caso il risparmio c'entra poco.
La Honda è uscita intentando contemporaneamente una causa contro Silvio Di Lorenzo, ex numero due dello stabilimento e presidente della Camera di Commercio di Chieti. Secondo il management, negli anni della sua gestione avrebbe procurato all'azienda ingenti danni a causa di alcune forniture.
Di Lorenzo ora è pronto a essere rieletto alla guida della Camera di Commercio. Anche Confindustria lo ha indicato come proprio 'nominato'. Una decisione che evidentemente non è stata apprezzata dalla Honda. Nella votazione per decidere chi appoggiare, la Honda ha espresso la propria contrarietà tramite lettera scritta, mentre la Pilkington non ha partecipato.

PESI SPECIFICI - Le defezioni eccellenti di questi giorni hanno anche un peso economico: 250mila euro in meno di quote associative.
 

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Antonino Dolce

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