AGNONE - Chiede atti e documenti sulla gestione della precedente amministrazione nella quale rivestiva il ruolo di consigliere di opposizione, in cambio riceve una denuncia alla Procura della Repubblica di Isernia che però viene archiviata. Protagonista della singolare vicenda, la quale vede tornare nell’occhio del ciclone l’ormai defunta Comunità Montana Alto Molise, è Albino Iacovone. Il Cavaliere di Castelverrino, stando a quanto sostenuto dall’amministratore straordinario dell’ente Manlio Palange e dal segretario generale a scavalco, Giuseppe Murgolo, con le sue continue richieste avrebbe “ingenerato intralcio”, reato configurato nell’interruzione di pubblico servizio (ex 340 c.p.). “Deve osservarsi come sia del tutto legittimo inoltrare istanze alla pubblica amministrazione, ai sensi della legge 241/90. La pubblica amministrazione ha il dovere di valutarne, accogliendone o rigettandole. Allo scopo di evitare inutili intralci all’azione amministrativa, la Pubblica amministrazione deve naturalmente disciplinare l’esercizio del diritto di accesso agli atti amministrativi, nell’interesse degli istanti e dell’ente, allo scopo di assicurare l’imparzialità e il buon andamento della pubblica amministrazione”, la replica del sostituto procuratore Federico Scioli che ha chiesto l’archiviazione della denuncia ai danni di Iacovone. Passaggio, quest’ultimo, ratificato dal Gip Luigi Cuomo che scrive: “La notizia di reato è infondata e gli elementi non sono idonei a sostenere l’accusa in giudizio. Gli indagati hanno presentato istanze alla pubblica amministrazione e, pertanto, hanno legittimamente esercitato un diritto. Spetta all’ente pubblico destinatario delle istanze procedere a disciplinare l’accesso fornendo riscontro alle richieste dei privati”. Caso chiuso. Iacovone si prende l’ennesima rivincita e commenta: “Adesso aarebbe curioso conoscere il parere del presidente della Repubblica Napolitano, del premier Berlusconi e del ministro Brunetta che hanno provveduto ad elaborare la legge sulla trasparenza”. “Tuttavia resto dell’avviso – conclude Iacovone – che a giudicare le denunce dei vari Palange e Murgolo saranno i cittadini che pagano le tasse nella prospettiva di ricevere simili trattamenti”.

