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TAGLI AL CARACCIOLO, AGNONE SEGUI L'ESEMPIO DI GUARDIAGRELE

Il Consiglio di Stato ha dato ragione ai consiglieri di minoranza del Comune abruzzese che si sono opposti al ridimensionamento della struttura sanitaria

redazione
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Punto nascita soppresso, istituzione del punto di primo intervento al posto di quello di pronto soccorso, servizi che funzionano a corrente alternata per mancanza di personale, ecc., ecc.. E’ quanto avviene all’ospedale San Francesco Caracciolo, o meglio sarebbe utilizzare la formula “ex” visto che oggi si parla di uno stabilimento di Isernia, per via dei pensanti tagli imposti da commissario e sub commissario alla sanità, Michele Iorio e Isabella Mastrobuono. Ma oggi dal vicino Abruzzo arriva una eclatante novità che potrebbe rimettere tutto in discussione. Parliamo di quanto accaduto in queste ore all’ospedale di Guardiagrele in provincia di Chieti, struttura simile a quella altomolisana falcidiata da tagli e soppressioni con il rischio chiusura dietro l’angolo. Ebbene grazie ad un ricorso consiliare “Guardiagrele il bene in Comune”, il Consiglio di Stato ha sospeso la delibera numero 45 del Governatore Chiodi che attuava le disposizioni sulla chiusura previste dal Piano operativo. Se ne riparlerà il 14 gennaio. Ma intanto viene ribadito nel provvedimento che c’è un diritto costituzionale alla salute. La decisione della quinta sezione del Consiglio di Sato, depositata in questi giorni, blocca la disattivazione dell’ospedale SS. Immacolata che doveva iniziare ieri in vista della chiusura definitiva del 31 dicembre. Il decreto è di fatto un successo esclusivo del Gruppo consiliare che (questa volta con l’appoggio del Tribunale del malato) si era opposto al rifiuto di sospensiva del Piano operativo da parte del Tar di L’Aquila. Quel Tribunale aveva sentenziato sul presupposto che per i cittadini guardiesi non c’erano danni imminenti tali da giustificare la sospensiva, in quanto era stato detto che c’era un Pronto soccorso h24 e quindi l’assistenza era garantita. Il che non è: essendo l’apertura solo di 12 ore (quanto previsto anche per il Caracciolo a detta dell’ultimo provvedimento dell’Asrem) come ha dimostrato il ricorso al Consiglio di Stato, questo fatto è in contrasto con “il diritto costituzionale alla salute”. Questo decreto piomba inaspettata sui provvedimenti che la Asl aveva già deliberato e cioè la sospensione dei ricoveri e l’azzeramento dei servizi annessi all’ospedale, contro cui era stato presentato un altro ricorso al Tar. Insomma, quanto deciso dal Consiglio di Stato potrebbe aprire nuovi scenari per i piccoli ospedali come quello del Caracciolo e allora perché non seguire l’esempio dei consiglieri di ‘Guardiagrele il bene in Comune’?
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