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Sanità: l'ospedale di Agnone dovrà diventare un punto di riferimento per Abruzzo e Molise

Intanto il commissario Pirazzoli si dimette ma restano gli obiettivi prefissati

redazione
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'Le problematiche irrisolte della sanità molisana sono tante e spesso molto vecchie. Chi verrà dopo di me si troverà di fronte innanzi tutto il problema contro il quale abbiamo combattuto negli ultimi mesi con estrema difficoltà: il blocco del turnover'.

Queste le parole del direttore generale di Asrem Mauro Pirazzoli pronunciate durante la conferenza stampa relativa alle sue dimissioni, dettate – come da lui stesso annunciato – da problemi familiari.

'Da quando sono qui, in un anno e quattro mesi - ha aggiunto - sono andate via 400 persone, tra queste oltre cento medici. E' quasi miracoloso che in questa situazione di difficoltà estrema il sistema abbia tenuto'.
L’intervento si è poi concluso con l’auspicio che arrivino quanto prima forze nuove che possano risollevare 'i reparti che oggi operano con estrema difficoltà. C'è bisogno di personale giovane, nuovo, che oltre a colmare le carenze che ci sono dia nuova linfa, una ventata di aria fresca nei reparti dove l'età media oggi supera i 55 anni di età'.

Nella stessa conferenza stampa è intervenuto anche il Presidente della Regione Molise Paolo Di Laura Frattura che ha ringraziato il funzionario esprimendo comunque il proprio dispiacere: 'Insieme abbiamo ottenuto – ha affermato il governatore - una radicale inversione di tendenza che, per la prima azienda di questa regione, abbiamo avuto modo di constatare nei fatti. Con l'emorragia importante di personale, dovuta al blocco del turn over, che abbiamo avuto negli ultimi tempi, la situazione sarebbe potuta degenerare. Invece, grazie al personale che si è sacrificato e a chi ha guidato l'azienda, abbiamo fronteggiato questa emergenza, seppure con qualche disservizio. In un anno inoltre siamo riusciti a invertire la qualità del rapporto con il Tavolo tecnico'. Quanto alla nomina del successore, Frattura ha detto di aver chiesto a Pirazzoli di rimanere il tempo necessario per individuare il nuovo direttore e di 'accompagnarci nella definizione di alcuni aspetti per noi fondamentali'. 

'Se proviamo a sottrarre – ha continuato il presidente - dal numero dei posti letto assegnati ai privati convenzionati il numero dei posti che vanno a pazienti provenienti da fuori regione, dobbiamo detrarre 120 posti di Neuromed e 40 della Fondazione Giovanni Paolo II. Già solo con questa operazione avremmo abbondantemente ridotto quella percentuale che oggi fa specie vedere così esposta'. Lo afferma il governatore Paolo di Laura Frattura, nel corso della conferenza stampa per annunciare le dimissioni del direttore dell'Asrem Mauro Pirazzoli, parlando anche del confronto in atto con i parlamentari Ruta e Leva sui Piani Operativi della Sanità (il senatore e il deputato del Pd chiedono meno posti letto ai privati e di più al pubblico).

Insomma con i numeri alla mano sembrerebbe che non si verifichi una sovrabbondanza di strutture private rispetto alle pubbliche e che comunque l’obiettivo primario resta il passaggio dalla fase di programmazione a quella di realizzazione della misure che potranno portare l'ospedale di Campobasso ad essere completato, insieme alla riconversione dei due poli ospedalieri minori possa essere completata entro il trenta giugno  

Infine Frattura conclude con un cenno all’ospedale di Agnone che ‘deve concretamente diventare punto di riferimento per Molise e Abruzzo e soprattutto devono subito partire le misure importanti per la medicina sul territorio fino ad arrivare alle cure domiciliari'.

A chiusura della conferenza la volontà del presidente di assumersi la responsabilità delle scelte prese in tema sanità affermando: 'Sono convinto che una intesa si troverà, tenendo presente che alla fine la responsabilità della scelta è in capo ad una sola persona che non intende delegare la responsabilità. L'eventuale fallimento di questo commissario inevitabilmente significherebbe la nomina di un commissario esterno che per me forse, politicamente, sarebbe una salvezza, ma che significherebbe consegnare la responsabilità della riorganizzazione a chi la affronterebbe con una diversa sensibilità’.

Fonte Ansa

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