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Serie D, varato il nuovo regolamento per i play - off

Formula più snella con tutte gare uniche e premio in denaro se non ci saranno ripescaggi in Lega Pro. Tavecchio: “Siamo un movimento in salute, pronti anche al decimo girone”.

redazione
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Roma - La Serie D si gode il presente ma guarda già al futuro. L’inizio di campionato ha confermato, infatti, un interesse crescente intorno al massimo campionato dilettantistico sia sotto il profilo tecnico che della partecipazione. In piazze quali Salerno, Ancona e Venezia sono stati battuti diversi record di categoria per la presenza degli spettatori, ma fino ad ora sono le outisider a sorprendere. La padovana Este ha messo in fila le più quotate Ravenna e Pistoiese, la calabrese Acri ha liquidato Cosenza, Battipagliese e Messina, mentre la sarda Budoni cammina a braccetto con la corazzata Salerno, a testimonianza di come l’Italia del calcio, a queste latitudini, sia molto poco prevedibile. Una vitalità corroborata dalla sinergia tra sport ed imprenditoria locale che anche nelle piccole realtà riescono ad ottenere risultati importanti. Ma anche dalle riforme varate in sede centrale. Ed è lo stesso presidente della Lega Nazionale Dilettanti, nonché vice presidente vicario della Figc, Carlo Tavecchio ad illustrare il quadro generale in cui è nata l’attuale riforma del regolamento play off: “Il nostro è un sistema che si basa su fondamenta solide, negli ultimi anni abbiamo tamponato l’emorragia della Lega Pro con il passaggio di molte delle nostre società nelle categorie superiori, per questo abbiamo chiesto con forza la decima promozione dalla Serie D. Ma di fronte al blocco dei ripescaggi non è possibile garantire la promozione ed abbiamo dovuto ripensare ad una formula più snella che, in caso non ci fosse nemmeno una possibilità di ascesa, metta comunque in palio un premio in denaro”. Illustrata la bozza durante la riunione delle società lo scorso 24 ottobre a Roma, sono state apportate delle modifiche migliorando l’impianto studiato per dare ancora più prestigio al finale di stagione. Tavecchio però non chiude le porte ad un altro cambiamento di scenario: “Qualora dovessero verificarsi le condizioni, siamo pronti all’istituzione del decimo girone di Serie D”. Entrando nei dettagli della rinnovata formula play off, i vantaggi per le società che vi parteciperanno saltano subito agli occhi. A cominciare dalla riduzione dei tempi che vedrà la competizione terminare alla fine di maggio del 2012 (ad eccezione di semifinali e finali che si spingeranno sino al 10 giugno e che si disputeranno in campo neutro). L'accorciamento della formula è stato possibile ricorrendo a gare di sola andata, utili per i tempi ma anche per i costi e per l'interesse del pubblico. "Abbiamo compresso i tempi e le spese andando incontro alle esigenze delle società - ha spiegato Luigi Barbiero, coordinatore del Dipartimento Interregionale della LND - ed in questo modo sarà anche possibile aumentare gli incassi, grazie alle gare uniche ed al fatto che il Dipartimento rinuncerà alla quota spettante per l'organizzazione degli incontri". Infine, ma non meno importante, l'abolizione del sorteggio integrale: per determinare gli abbinamenti delle varie fasi dei play off si farà ricorso unicamente a criteri di vicinanza geografica tra le squadre interessate. Secondo il nuovo regolamento play off, il cui inizio è fissato per il 13 maggio, vi prendono parte dalla 2^ alla 5^ classificata di ogni girone più la migliore semifinalista di Coppa Italia (secondo il quoziente punti ottenuti nella manifestazione), la finalista e la vincente della Coppa Italia. La prima fase è caratterizzata dagli abbinamenti di girone, con gare uniche 2^ contro 5^ e 3^ contro 4^, le cui vincenti si affrontano nella seconda fase (16 maggio). Nella terza fase (20 maggio) vi partecipano le 9 vincenti il turno precedente più la migliore semifinalista di Coppa Italia. Il diritto a giocare in casa è determinato dall’assegnazione di cinque teste di serie secondo una graduatoria stilata in virtù della migliore posizione in classifica al termine della stagione regolare (in caso di parità si vede il quoziente punti). La quarta fase ha inizio il 27 maggio e vi partecipano le 5 squadre vincenti il turno precedente più la perdente della finale di Coppa Italia (teste di serie e abbinamenti decisi con gli stessi criteri della terza fase). Proseguendo, accedono alle semifinali (3 giugno) le società che passano il turno alle quali si aggiunge la vincente della Coppa Italia. La finale è fissato per il 10 giugno in gara unica e in campo neutro. Infine è da tenere in massima evidenza il fatto che nelle gare delle prime due fasi in caso di parità al termine dei 90’ sono previsti i tempi supplementari e non i rigori (persistendo l’equilibrio accede alla fase successiva la squadra meglio piazzata in campionato). Dalla terza fase in poi, invece, non sono previsti supplementari ma l’effettuazione dei tiri di rigore. Peraltro se le società qualificate tramite il piazzamento in Coppa Italia abbiano anche acquisito il diritto a partecipare ai play off in virtù della posizione in campionato, liberano un posto per la 6^ classificata del girone di appartenenza. Sul fronte play out la formula rimane invariata, mantenendo saldo il principio del merito sportivo basato sulla distanza superiore ad 8 punti che garantisce la permanenza in Serie D per chi sul campo ha fatto meglio. Unica eccezione, ma non di poco conto, il ricorso alla classifica avulsa e non più allo spareggio per determinare il diritto a partecipare. Lo spareggio sarà utilizzato solo in casi di parità per decretare salvezze o retrocessioni.
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