Montagna amica, quando la disabilità non è un ostacolo

| Categoria: Territorio
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TERAMO, 03 OTT - "Era fresco e ho avuto una sensazione di serenità e tanta libertà. In carrozzina non è sempre possibile fare un'esperienza così bella e spero tanto che ci siano per noi altre opportunità da vivere insieme". Bastano frasi come questa di Romina a motivare gli animatori delle associazioni che hanno organizzato una gita sul Gran Sasso per persone con disabilità di varia natura. Una passione, quella degli animatori di "Agave - per un futuro diverso Onlus", di Rurabilandia e di Autismo Abruzzo Onlus, che ha consentito a oltre 60 ragazzi e adulti disabili, accompagnati dalle loro famiglie e da operatori qualificati, di andare per la prima volta in montagna, salire sulla cabinovia e ammirare il panorama.

Una dedizione, quella delle tre associazioni, che ha incontrato la lungimiranza di imprenditori e istituzioni dando vita a un esempio concreto di turismo accessibile. L'iniziativa "Montagna Amica e Accessibile" è stata promossa da Gran Sasso Teramano Spa, ente gestore degli impianti di risalita dei Prati di Tivo, con un finanziamento della Regione Abruzzo. Il progetto mira a rendere la montagna realmente fruibile coinvolgendo parti sociali e famiglie, per rendere godibili i servizi turistici a persone con disabilità fisica e mentale, realizzando anche percorsi inclusivi regionali di autonomia e inserimento lavorativo. Dal 2015 al 2017 il turismo accessibile in Itala è cresciuto del 23%, l'Europa ha speso 352 miliardi nel mercato del turismo accessibile.

In Italia è stata istituita nel 2009 la Commissione per la promozione e il sostegno del Turismo Accessibile. Recita il 'Manifesto per la promozione del turismo Accessibile' del Ministero del Turismo, al punto 4: "L'accessibilità come accesso alle esperienze di vita, ovvero andare oltre il concetto dello standard valorizzando invece la centralità della persona/cliente con bisogni specifici". L'esigenza della persona con disabilità è trovare un contesto ambientale idoneo a ridimensionare la sua fragilità, l'ambiente può fare la differenza tra il sentirsi o non sentirsi disabile, tra il consentire o meno la partecipazione del soggetto alle attività proposte.

E la misura del successo di iniziative come 'Montagna Amica e accessibile' è data dai commenti dei partecipanti, raccolti dalle associazioni nelle settimane successive alle tre gite. Dal commento di Romina e da quello dei suoi compagni di viaggio, da chi si è sentito 'un uomo nuovo, un principe' a chi ha apprezzato 'la gentilezza' della cabinovia.

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