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Origini e significato del Presepe

Gli appuntamenti in Molise col 'Presepe vivente'

| di Marianna Monaco
| Categoria: Tradizioni | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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« Maria diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo. »
(Vangelo di Luca, II, 7)

Il presepe (o presepio) è la rappresentazione della nascita di Gesù, derivata da tradizioni medievali che, in occasione delle festività natalizie, arricchisce le nostre case e crea un momento di magia e condivisione nelle famiglie, soprattutto per l’entusiasmo con cui i bambini posizionano statuine e decori.
Il termine deriva dal latino ‘praesaepe’, cioè greppia, mangiatoia, ma anche recinto chiuso dove venivano custoditi ovini e caprini composto da ‘prae = innanzi’ e ‘saepes = recinto’, ovvero luogo che ha davanti un recinto. Un'altra ipotesi fa nascere il termine da ‘praesepire’ cioè recingere. Una curiosità: il presepe è chiamato così solo in Italia in Ungheria, perché la parola vi arrivò via Napoli nel XIV secolo quando un discendente Angiò divenne re di quelle regioni e di Portogallo e Catalogna.

Le prime fonti del presepe sono i 180 versetti dei Vangeli di Matteo e Luca, cosiddetti dell'infanzia, che riportano la nascita di Gesù avvenuta al tempo di re Erode, a Betlemme di Giudea, piccola borgo ma sin da allora nobile, perché aveva dato i natali a Re Davide.
La tradizione italiana risale all'epoca di San Francesco d'Assisi che nel 1223 realizzò a Greccio la prima rappresentazione vivente della Natività. Tommaso da Celano, cronista della vita di San Francesco descrive brevemente la scena:
« Si dispone la greppia, si porta il fieno, sono menati il bue e l'asino. Si onora ivi la semplicità, si esalta la povertà, si loda l'umiltà e Greccio si trasforma quasi in una nuova Betlemme ».

E’ opportuno sottolineare che la rappresentazione preparata da San Francesco non si può ancora considerare un presepe inteso in senso moderno. Mancavano infatti i protagonisti principali: la Vergine Maria, San Giuseppe e Gesù Bambino; nella grotta dove era stata allestita la rappresentazione erano solo presenti due animali veri, ai lati di una mangiatoia sulla quale era stata deposta della paglia.

Il primo presepe scolpito a tutto tondo di cui si ha notizia è quello conservato nella Basilica di Santo Stefano (Bologna) realizzato da Simone dei Crocefissi. L'iconografia del presepio ebbe un impulso nel Quattrocento grazie ad alcuni grandi maestri della pittura come Botticelli nell'Adorazione dei Magi conservata agli Uffizi e Giotto con  la Natività nella Cappella degli Scrovegni a Padova. Dal XVII secolo il presepe iniziò a diffondersi anche nelle case dei nobili sotto forma di "soprammobili" o di vere e proprie cappelle in miniatura anche grazie all'invito di papa Paolo III durante il Concilio di Trento che ammirava la sua capacità di trasmettere la fede in modo semplice e vicino al sentire popolare. Ma il grande sviluppo dei presepi scolpiti si ebbe nel Settecento, quando si formarono le grandi tradizioni presepistiche: quella del presepe napoletano, quella del presepe genovese e quella del presepe bolognese. Nel XVIII secolo, addirittura, a Napoli si scatenò una vera e propria competizione fra famiglie su chi possedeva il presepe più bello e sfarzoso: i nobili impegnavano per la loro realizzazione intere camere dei loro appartamenti ricoprendo le statue di capi finissimi di tessuti pregiati e scintillanti gioielli autentici. Nello stesso secolo a Bologna, altra città italiana che vanta un'antica tradizione presepistica, venne istituita la Fiera di Santa Lucia quale mercato annuale delle statuine prodotte dagli artigiani locali, che viene ripetuta ogni anno, ancora oggi, dopo oltre due secoli. Solo fra la fine dell' Ottocento e l'inizio del Novecento il presepe arriverà anche negli appartamenti dei borghesi e del popolo.
Attualmente, si vanno diffondendo anche i presepi meccanici, con movimento sincronizzato dei personaggi.

Il presepe è una rappresentazione ricca di simboli. 

Alcuni di questi provengono direttamente dal racconto evangelico. Sono riconducibili al racconto di Luca la mangiatoia, l'adorazione dei pastori e la presenza di angeli nel cielo.Altri elementi appartengono ad una iconografia propria dell'arte sacra: Maria ha un manto azzurro che simboleggia il cielo, San Giuseppe ha in genere un manto dai toni dimessi a rappresentare l'umiltà. Molti particolari scenografici nei personaggi e nelle ambientazioni del presepe traggono inoltre ispirazione dai Vangeli apocrifi e da altre tradizioni. Tanto per citarne alcuni, il bue e l'asinello, simboli immancabili di ogni presepe, derivano dal cosiddetto protovangelo di Giacomo, oppure da un'antica profezia di Isaia che scrive "Il bue ha riconosciuto il suo proprietario e l'asino la greppia del suo padrone". Anche la stalla o la grotta in cui Maria e Giuseppe avrebbero dato alla luce il Messia non compare nei Vangeli canonici: sebbene Luca citi i pastori e la mangiatoia, nessuno dei quattro evangelisti parla esplicitamente di una grotta o di una stalla. In ogni caso a Betlemme la Basilica della Natività sorge intorno a quella che è indicata dalla tradizione come la grotta ove nacque Cristo. I Magi invece derivano dal Vangelo di Matteo e dal Vangelo armeno dell'infanzia. In particolare, quest'ultimo fornisce informazioni sul numero e il nome di questi sapienti orientali: il vangelo in questione fa i nomi di tre sacerdoti persiani (Melkon, Gaspar e Balthasar), anche se non manca chi vede in essi un persiano (recante in dono oro), un arabo meridionale (recante l'incenso) e un etiope (recante la mirra). Così i re magi entrarono nel presepe, sia incarnando le ambientazioni esotiche sia come simbolo delle tre parti del mondo allora conosciuto, ovvero Europa, Asia e Africa. Anche il numero dei Magi fu piuttosto controverso. Fu definitivamente stabilito in tre, come i doni da loro offerti, da un decreto papale di Leone I Magno mentre prima di allora oscillava fra due e dodici.

In Italia i presepi si differenziano per i diversi prodotti e materiali utilizzati per ricreare la scena della nascita del Bambino Gesù. Ad esempio il presepe genovese si realizza in legno e a proposito di legno merita di essere citato il presepe di Villar Focchiardo in Val di Susa che è composto di 270 figure appunto in legno a grandezza naturale, esposte nei cortili e nelle vie del paese dall’ 8 dicembre al 5 gennaio; il presepe pugliese utilizza la carta pesta, il presepe siciliano viene realizzato con l'aggiunta di prodotti tipici come rami d'arancio e di mandarino e materiali come corallo, madreperla ed alabastro; il presepe bolognese si distingue dagli altri perché i personaggi sono scolpiti o modellati per intero, abiti compresi con la terracotta, la cartapesta, il gesso o il legno a seconda della capacità dell’artista o dell’artigiano; il presepe napoletano o partenopeo è famoso per i pastori in terracotta, pratica che sembrava scomparsa con l’avvento della plastica che garantiva prezzi più bassi e maggiore produzione ma che venne riportata in auge dal ‘pastoraro’ Nicola De Francesco che seppe recuperare le tecniche di realizzazione e conservare dunque una tradizione. Famosissime le statuine di San Gregorio Armeno, realizzate artigianalmente con grande maestria e dovizia di particolari e che, spesso, accanto ai personaggi della tradizione, inserisce facce della politica, dello sport, dello spettacolo.

Sempre più diffusa in tutta la penisola la tradizione del presepe vivente, sulla scia della prima rievocazione francescana. Il Molise si distingue in questo senso con rappresentazioni che ogni anno, in corrispondenza con le festività natalizie, animano i borghi con personaggi che fanno rivivere la magia della Natività. L’atmosfera è resa speciale anche dalla stessa conformazione dei luoghi spesso arroccati e dalla dovizia di particolari degli abiti, dei mestieri, degli accessori che ammaliano soprattutto i bambini affascinati da figure lontane nel tempo ma sempre attuali. L’impegno e la passione di singole persone o di gruppi e associazioni permette di vivere un momento di grande atmosfera nonché di visitare borghi storici e degustare prodotti enogastronomici tipici del territorio: presepi viventi saranno organizzati a San Felice del Molise, Montenero di Bisaccia, Guardialfiera, San Paolo Matese, Larino, Campobasso, Cercemaggiore e Bojano.

Questi gli appuntamenti:

Dicembre 2014

Mercoledì 24 dicembre 
Presepe vivente Montenero Di Bisaccia 30° edizione

Giovedì 25 Natale 
Presepe Vivente Guardialfiera 25° edizione

Venerdì 26 dicembre
Presepe vivente Montenero di Bisaccia 30° edizione
Presepe vivente San Polo Matese 32° edizione
Presepe vivente San Felice del Molise 14° edizione
Presepe Vivente Guardialfiera 25° edizione
Presepe vivente Larino VII Edizione

Sabato 27
Presepe vivente San Polo Matese 32° edizione
Presepe Vivente a Campobasso (Centro storico)
Presepe vivente Cercemaggiore

Domenica 28
Presepe vivente Montenero 30° edizione
Presepe vivente San Felice del Molise 13° edizione
Presepe Vivente Guardialfiera 25° edizione
Presepe vivente Larino VII Edizione

Lunedì 29
Bojano: IV edizione del Presepe Vivente in Canoa, tra vicoli e fiume ore 16

Gennaio 2015

Giovedì 01
Presepe vivente San Felice del Molise 14° edizione
Presepe Vivente Guardialfiera 25° edizione

Sabato 03
Presepe vivente Larino VII Edizione

Domenica 04
Presepe Vivente Guardialfiera 25° edizione

Lunedì 05
Presepe vivente Montenero 30° edizione

Martedì 06
Presepe vivente San Felice del Molise 14° edizione
Presepe Vivente Guardialfiera 25° edizione
Presepe vivente Larino VII Edizione
 

Marianna Monaco

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