La scomparsa di Giuseppe De Lucia: il ricordo di Paolo Porrone

| di Maria Carosella
| Categoria: Varie
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Ritratto di Giuseppe De Lucia

 

  • Caro Giuseppe, apprendo solo ora la ferale notizia del tuo improvviso ritorno alla Casa del Padre, avvenuta, ormai, qualche mese fa!.Credimi questa notizia mi ha lasciato nello sgomento e nell'incredulità. Sei sempre stato una persona limpida, onesta, di una correttezza fuori dall'ordinario. Il primo ricordo come compagno di scuola al liceo di Agnone è quello del latino. Io eccellevo in quella materia , ma tu eri davvero un fuoriclasse come in tutte le materie. Eri uno dei primi della classe e dell'intero istituto, ma seminavi sempre modestia. Ricordo che vi era una materia per me ostica, che non riuscivo a digerire e che ho compreso solo venendo a lezione da te, considerato che abitavi ad Agnone, a dieci metri da casa mia, ospitato dalla compianta sig.ra Nunziatina.
  •  Avevi una capacità esplicativa addirittura superiore a chicchessia ed un equilibrio senza pari. Poi hai fatto il tuo percorso, laureandoti in Sociologia, mentre lavoravi a Roma. Poi sei andato al Nord raggiungendo vette di carriera apicali. L'unico rimpianto che rispetto a quando eri a Roma, ti ho perso di vista, ma in cuor mio ho sempre provato una amicizia profonda. il tuo talento più vivo era la modestia pur essendo dotato di un'intelligenza superiore alla media. Spontaneo, solare, ricorderò sempre il tuo sorriso ingenuo disarmante. Pensa che sedevo un banco prima nella stessa classe al liceo scientifico di Agnone e quando mi giravo trovavo in te sempre conforto ed una maturità largamente superiore al cospetto della nostra età di allora , estremamente giovanile. Figlio di un abile chef di cucina, come nella tradizione del tuo paese di origine, Roio del Sangro, ti sei innalzato verso le vette più alte del sapere e della cultura, facendo leva solo su te stesso, guadagnandoti credito, affidabilità e stima verso tutti,  passo dopo passo, senza l'aiuto di nessuno, se non quello morale dei tuoi genitori e di tua sorella, che ti hanno sempre venerato.

Ti abbraccio dolcemente , mentre ripenso a tutte le  serate liete trascorse con te nell'ambito delle allegra brigate di un tempo,  ed allorché soggiornavi a Roma.

Continua a correre verso la valle verde, mentre siedi, con il conforto di Padre Pio, su meritato trono dei Giusti nell'immensità dell'altra dimensione!

Il tuo compagno di classe, Paolo Porrone

 

Maria Carosella

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