L' Olympia Agnone dalla nascita della società ai giorni di oggi nei ricordi di Armando Bartolomeo

| di Maria Carosella
| Categoria: Varie
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 In un appassionante e coinvolgente racconto, Armando Bartolomeo, agnonese, ricorda il mondo del calcio paesano intorno agli anni '60. Il 1967 fu l'anno determinante, anno in cui nacque la società Polisportiva Olympia Agnone. Nel racconto Bartolomeo, appassionato da sempre di calcio, ricorda i personaggi di allora tra dirigenti, giocatori, staff tecnico, e appassionati, che fu l'inizio di una lunga avventura per la squadra in costante ascesa. L'ultima notizia comunque e' quella che il club agnonese è passato dalle mani di manager e imprenditori tutti agnonesi DOC ,nelle mani della New Energy, società romana di luce e gas. Il titolare della New Energy, Francesco Manzo, ha detto in una conferenza stampa: “Siamo qui per salvare la società e fare un buon campionato da metà classifica, dobbiamo salvarci per poter poi programmare il futuro”

 Buona o cattiva notizia? Sicuramente per il futuro della squadra e il successo prevedibile che questo cambiamento porterà, è una buona notizia, ma  rimane il rimpianto per il mondo sportivo agnonese di una volta e la sensazione di aver perso un ulteriore gioiello di famiglia,inventato, coccolato da tanti anche con enormi sacrifici in relazione al tempo dedicato e alle risorse economiche dei generosi mecenati agnonesi, ma purtroppo l'economia mondiale e' in crisi e il mondo del calcio già in crisi in precedenza ai fatti relativi alla pandemia da Covid 19 con le conseguenze legate alle misure restrittive a prevenzione del contagio, sta mettendo in ginocchio tante piccole ma anche blasonate società

 Erano gli anni sessanta, cari Maurizio Doctavius, Vittorio Labanca e con la buona volontà di alcuni sportivi l'Agnonese riiniziò la sua avventura calcistica ufficiale. Non è che negli anni precedenti in Agnone non si fossero disputati incontri di calcio, ma questi si limitavano a una setie infinita da veri e propri scontri tra due for.azioni locali la Polagno e l'Olimpia il cui palciscenico era il vecchio Civitelle. Verso la fine degli anni sessanta, finalmente, alcuni illuminati cal iofili capirono che Agnone meritava di avere un'unica Società calcistica e che poteva aspirare a misurarsi in un campionato ufficiale. I medici D'Onofrio e Labanca, il maestro Pasquale Marcovecchio, il SegretarioAngelo Vecchiarelli e tanti altri volenterosi tra professionisti e sempluci operai o impiegati, tutti appassionati, finanche un frate: Padre Aldo da Montefusco, unirono le firze e diedero vita alla Polisportiva Olympia Agnonese risultato della fusione tra Polagno e Olympia. Era il 1967 e Agnone finalmente aveva una squadra e una società calcistica degna della sua teadizione. Si cominciò, come era giusto che fosse dalla Terza Categoria, i trionfi scendevano come pioggia rinfrescante sull'assetata tifoserka granata. Il Nucleo e il Nerbo della compagine era rappresentato egregiamente dal Rione Majella: i fratelli Paolo e Michele Delli Quadri, i fratelli Bruno e Alfredo Sammartino, Donato Santilli,Giovanni Colato, Antonio Melloni giovanissimo e il portiere Alfonsino Gambatee, sempre del zrione Maiella, affiancati dai fratelli Paride e Emilio Catolino,Raffaele Diana (alias scorcelletta) dalla legione stranieta da Tirrebruna i fratelli Malatesta, da Pescolanciano, Carovilli e Vastogirardi altri validi giocatori studenti nelle nostre scuole. ricirdo gli scontri mitici con l'Aurora Ururi, che indossavano una maglia a bande giallo rosse: ttipo calcio fiorentino; scontri epici che culminarono iin una mitica finale a Campobasso per stabilire il primato tra le due forti compagini. Non si può dimenticare l'allenatore: il mitico Raffaele Gigliozzi soprannominato Herrera che parodiava il grande Helenio allenatore dell'Inter stellare.

Da ragazzino non mi perdevo una sola partita; la sera della domenica quando si giocava in trasferta qualche dirigente che comprendeva l'ansia dei tifosi rimasti in Agnone, telefonava allo Storico Bar Di toro per comunicare le roboanti vittorie e il risultato veniva affisso con un semplice biglietto sulla vatrata d'ingresso di mido che tutti be ootessero orendere visione e invece quando ka partita era in casa, da bamnino mi posizionavo alla base della collinetta che all'epoca sovrastava il campo e dava il nome all'impianto, ricordo che accedevano anche le auto
moltlo utili in caso di puoggia.

La Polisportiva fece presto il salto di qualità e quindi il balzo in Prima Categoria, allora si decise di rifare il campo dotandolo di una gradinata e di uno spigliatoio degno; infatti, prima, i calcuatori non avevano la possibilità di fare una doccia, il vecchio impianto era dotato di una casupola sgangherata che fungeva allo scopo, quando arrivava qualche giocatore di riguardo a rinforzare la nostra sqyadra lo si pirtava alla bottega di parrucchiere per signira di Akessandro Amicone, dotata di doccia affinché il calciatire godesse di una corrobirante doccia decente. Questi anni mitici passarine infretta tra trionfi e ouccole delusioni, con ka oromizione in seconda categoria la struttura fu dotata di uno soigluatiuo e da gradinate si allargò il campo facendo scomparire il famoso"prato" che accoglieva di solito la tifoseria pie colorita. Anni mitici e bei ricordi di uno sport più a misura adesso l'impuanto è uno stadio vero e proprio e l'Olympia calca oalcoscenici più famisi, na non bisogna dimenticare chhe la storia è cominciata con modestia e tanti sacrifici.

Maria Carosella

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