Asrem, nuovo concorso per ginecologi non obiettori: giovani medici ammessi a partecipare al bando

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Un concorso pubblico per titoli ed esami finalizzato all’assunzione a tempo indeterminato di un dirigente medico di ginecologia ed ostetricia “per l’applicazione della legge 194 riservato ai non obiettori di coscienza”. Dopo che altri bandi erano andati deserti e in vista del pensionamento dell’unico medico non obiettore di coscienza l’Asrem ha indetto un nuovo bando per l’assunzione di ginecologi.

Quella dell’obiezione di coscienza e del pensionamento del ginecologo attualmente a lavoro al Cardarelli è una questione che è finita anche sulla stampa nazionale facendo balzare il Molise agli onori della cronaca. Secondo la legge, infatti, ogni regione deve garantire alle proprie donne la possibilità di abortire in sicurezza. Cosa che in Molise sarebbe stata impossibile con il pensionamento dell’unico medico in servizio. Sulla questione è intervenuto anche il consigliere comunale di Petacciato, Matteo Fallica, che da tempo fa della messa in pratica della legge 194, quella sull’aborto, un suo cavallo di battaglia.

“Con Delibera numero 1008 del 27 agosto – afferma Fallica – l’Asrem ha finalmente disposto l’ammissione a partecipare al concorso pubblico per l’assunzione di un dirigente medico per l’applicazione della tanto bistrattata e vituperata Legge 194, quella che disciplina l’interruzione volontaria di gravidanza. Ormai lo sanno pure le pietre che il Molise ha una mostruosa percentuale di medici obiettori e che quei pochi non obiettori non praticano interruzioni. Quindi è una gioia immensa vedere l’elenco degli aspiranti medici, tutti giovanissimi tra l’altro (il più anziano è del 1988). La loro giovanissima età è l’unico elemento che mi porta ad avere uno slancio di fiducia nella garanzia del servizio sanitario IVG nella nostra regione perché, come ho ribadito mille volte, il problema è sempre lo stesso: l’obiezione di coscienza è sollevabile un attimo dopo l’assunzione per il posto riservato ai “non obiettori”.

La non obiezione deve sussistere, infatti, solo al momento della contrattualizzazione. Dopodiché si può sollevare e non rischiare alcuna conseguenza lavorativa, come invece ha previsto la regione Lazio. Spero, quindi, che tale delibera garantisca l’applicazione di questa legge che, al netto di ogni posizione personale, deve essere garantita dal servizio ospedaliero pubblico. E’ compito della Regione (art. 9, co. 4, l. n. 194/78) controllare e garantirne l’attuazione, magari prevedendo un Centro Regionale di Informazione e Coordinamento che monitori la sua puntuale applicazione. Come cittadini abbiamo tutti il dovere di rimuovere gli ostacoli alla libertà e, in questo caso, batterci affinché le donne possano decidere autonomamente e liberamente sul proprio corpo. Sarebbe quasi l’ora di riscoprire e difendere la laicità”.

 

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