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I lavoratori pendolari dell'Alto Molise: "Ma noi che ci facciamo qui?"

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  I lavoratori pendolari dell' Alto Molise e il rappresentante RSA UILM  Emanuele Cimone dello stabilimento Sevel in Val  di Sangro, ispirandosi alla bella trasmissione televisiva  condotta dal giornalista di origine molisana Domenico Iannacone “Che ci faccio qui ”  un programma ambientato nel difficile quartiere palermitano di Borgo Vecchio che mette a fuoco la dispersione scolastica, l' altissima disoccupazione giovanile consolata dal reddito di cittadinanza, si pongono la stessa domanda. Ma noi che ci facciamo qui? Descrivono una lotta quotidiana per raggiungere il lavoro e vivere in Alto Molise alle prese con strade dissestate, mezzi di trasporto obsoleti, sanità e servizi essenziali inesistenti e ne attribuiscono le responsabilità  ad una classe politica assente. 

Di seguito la lettera da loro inviata

 

Ma noi che ci facciamo ancora qui ? 
Prendo spunto dal titolo  del noto programma televisivo di RAI 3 "Che ci faccio qui " condotto e realizzato dal giornalista di origine molisano Domenico Iannacone. Appunto, ma noi che ci facciamo qui ? 
Attenzione non è uno sfogo ma una costatazione dettata dalle delusioni che diventano sempre più grandi, noi dell' Alto Molise perché dovremmo resistere, resistere alle prese in giro che da almeno un decennio arrivano da chi dovrebbe farsi carico come le istituzioni ed i rappresentanti politici del territorio ? È una domanda che ha una sola risposta " 
L' amore per la nostra terra, per le radici profonde che abbiamo in essa " ma poi ti rendi conto che l'amore non basta , quando i politici se ne approfittano pensando di noi come a dei creduloni continuano a fare orecchie da mercante.

Analisi molto cinica ma vera, i fatti inconfutabili lo dimostrano, basti vedere come ci hanno ridotti. Andiamo per punti più importanti: l'Ospedale ( da eccellenza a forse qualcosa ancora da definire che cambia in base alle stagioni.) 
Trasporti pubblici: ( sempre meno corse e sempre meno mezzi decenti che costringono sia i pendolari che i turisti a fare il tragitto su coincidenze ed eventuali arrivi di fortuna.) 
Viabilità: ( beh qui crediamo che dopo l'ospedale è quello più sentito, o no ? )  Se uno ha la fortuna di lavorare in paese a pochi passi dal posto di lavoro non ci fa caso, anzi non interessa proprio, può fare a meno di farsi carico del problema tanto l'automobile non è necessaria per lui.

 Ma invece chi deve fare tanti chilometri tra mulattiere, ponti chiusi, strade colabrodo, strade prive di un minimo di sicurezza, beh noi la domanda ce la facciamo e come. Ma sarà l'ennesima denuncia che non porterà a nulla. Anzi sì, alle solite promesse che lasciano il tempo che trovano. Quindi la risposta a tutto il degrado elencato è una sola, appunto come da titolo, ma noi che ci facciamo ancora qui.? 
Cimone Emanuele RSA UILM  ed i pendolari dell'Alto Molise.

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