Trivento, consiglio di insediamento: alcuni  segnali incoraggianti

| di Tullio Farina
| Categoria: Attualità
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Nell’avviso della convocazione del primo consiglio comunale di Trivento, previsto peri il 15 giugno 2019 alle ore 9,30, al di là di come sarà l’intero periodo amministrativo di cinque anni, che sarà adeguatamente monitorato, ci sono dei segnali che promettono bene.

Il primo riguarda l’ora della convocazione del consiglio che è di mattina e non di tarda serata, e ciò fa comprendere che i futuri consiglieri qualche giorno per i problemi del paese lo vorranno e lo dovranno spendere, senza fare il prendi e fuggi. Nella precedente amministrazione i consigli comunali venivano convocati alle ore 19,00 e quando duravano più di un’ora già iniziava l’agitazione e l’insofferenza della muta maggioranza, che non parlava quasi mai non solo  per non dilatare il tempo, ma anche perché poco informata sui problemi da discutere. Per metterla alla prova per vedere fin dove sarebbe arrivato il suo silenzio nell’occasione dell’ultimo bilancio ho rinunciato a parlare, preferendo solo far mettere agli atti la dichiarazione scritta  di voto. Orbene i bilancio di previsione2019, che è l’atto più importante di un’Amministrazione, è stato approvato in un minuto nel silenzio generale e solo con la meccanica alzata di mano senza neanche l’illustrazione delle sue linee generali. Iniziare, invece, un consiglio di mattina vuol dire dedicare più tempo ai problemi della collettività,trascurando  magari quelli propri.

Il secondo segnale positivo è quello della nomina delle commissioni consiliari, rispetto alle altre nomine, sebbene l’art 47 del regolamento preveda che queste possano essere insediate entro tre mesi dall’insediamento del consiglio comunale, che sta a significare il coinvolgimento dell’intero consiglio comunale nelle decisioni da prendere. Nella precedente amministrazione presieduta dal dottor Santorelli le commissioni furono insediate dopo tre mesi e solo dietro sollecitazione dell’ opposizione che si vedeva esclusa da ogni lavoro e ciò nonostante la minoranza era anche censurata per la richiesta di atti che , peraltro non venivano neanche pubblicati all’albo pretorio. Le commissioni poi non hanno mai funzionato per l’assenza dei componenti soprattutto di maggioranza. Basti dire che la prima commissione consiliare relativa a bilancio, ha visto sistematicamente l’assenza dello stesso presidente che la convocava. Praticamente tutti gli atti da sottoporre alla discussione consiliare non contenevano mai i pareri delle tre commissioni consiliari E il sindaco pro tempore , di fronte a questo triste e desolante spettacolo,  non ha mai richiamato i componenti e i presidenti delle commissioni ad un comportamento più responsabile , ma li ha giustificato dicendo stavano lavorando e non potevano perdere la giornata, ben sapendo che chi accetta una candidatura e viene eletto assume un impegno con l’intera collettività. Orbene la nomina immediata delle commissioni consiliari è un segnale importante di coinvolgimento collettivo nell’amministrare il paese. Se poi questo è stato solo un formale atto sarà bene riflettere su questa problematica, perché se si dovesse ripetere quanto accaduto nel passato quinquennio significherebbe svilire la funzione del consiglio comunale, massima espressione della volontà popolare. La diarchia, il satrapo, il console, il podestà, il signore rinascimentale sono residui istituzionali bellici della storia passata. Mi esprimo così perché negli ultimi cinque anni ho vissuto sulla mia pelle un modo di amministrare verticistico che ha privato l’opposizione dei suoi diritti, anche quello di portare qualche contributo di idee e di proposte sempre respinte. Basti dire che quando mi recavo negli uffici comunali non avevo neanche un tavolo e una sedia per consultare in disparte gli atti, dovendomi parcheggiare lungo il corridoio. Mentre la maggioranza poteva fare le sue riunioni di gruppo quando e come voleva all’interno degli uffici comunali, alla minoranza veniva negato tutto.

Un terzo segnale dovrebbe essere quello di restituire dignità e decoro all’aula consiliare, ridotta ad un vero proprio bivacco temporaneo, senza neanche un segno distintivo quali le bandiere italiana ed europea, esposte sia al suo interno che all’esterno, il ritratto del presidente della Repubblica e il gonfalone comunale Per tutti i cinque anni è stata una sala multiuso dove si è fatto tutto e il contrario di tutto. Basti dire che molti consigli comunali sono iniziati nel mettere e a posto i banchi e le sedie dei consiglieri, per giunta anche sporchi, perché chi li aveva utilizzati precedentemente non si era premurato di rimettere tutto in ordine E il più delle volte i consigli comunali durante le stagioni invernali si sono svolti in ambienti freddi perché non si aveva neanche l’accortezza di far accendere agli addetti l’impianto di riscaldamento. Questa è stata l’aula consiliare del Comune di Trivento nella totale indifferenza di chi avrebbe dovuto assicurare un po’ di dignità, non fosse altro per salvare la faccia. Pertanto si rende urgente ridare decoro ad un importante istituzione qual è il Consiglio Comunale che certamente non è da considerare come  “ servus Dominici “

Auguro a tutti i consiglieri comunali un buon lavoro e spero che non si crei mai più quel clima politico astioso e dispettoso presente già dal 2009, unico ed irripetibile, almeno si spera, della storia repubblicana del Comune di Trivento. Buon inizio a tutti gli eletti.

   Prof Tullio Farina

Tullio Farina

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