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Eolico selvaggio: i sindaci svendono l'Alto Vastese

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ALTO VASTESE - Quattro o cinque persone, solo perché cingono una fascia tricolore, credono di poter decidere delle sorti di un intero territorio senza coinvolgere minimamente le popolazioni residenti.
E’ quanto accade, e ormai da anni, nell’Alto Vastese dove i sindaci con le casse comunali in rosso svendono i monti e i boschi per trenta denari ai signori del vento.
Cambiano i sindaci, ma l’andazzo rimane quello di sempre. «Chi comanda fa legge. Il sindaco sono io e decido io». Sembrano questi i ragionamenti che frullano nella testa dei cosiddetti amministratori locali.
Il virus eolico prese il via da Castiglione Messer Marino e Schiavi di Abruzzo, negli anni scorsi. L’eolico era una novità. Di spazio, con i monti da immolare sull’altare del business, ce n’era in abbondanza. Spuntarono le prime pale. Oggi sono diventate centinaia e ne arriveranno ancora altre, a breve. San Giovanni Lipioni, ad esempio, ha già permesso di sventrare un’intera montagna per installare cinque maledettissime pale che ora si stagliano, come mostri di metallo, sul cielo dell’Alto Vastese.
Celenza sul Trigno e Torrebruna fremono per poter avere la propria wind farm e intascare quei quattro soldi per dare una boccata d’ossigeno al bilancio comunale. A Schiavi, per saltare la procedura autorizzativa del Via, si è scelta la scorciatoia del “mini-eolico”, che di mini non ha proprio nulla.
E i cittadini? Contano ancora qualcosa? Nessuno li ha convocati. Nessun sindaco ha chiesto ai propri amministrati: che ne dite? Vogliamo distruggere le nostre montagne per intascare pochi spiccioli? Nulla di tutto questo. A tavolino, nelle stanze del Comune, hanno deciso tutto i sindaci. I danni e i disagi li subiranno tutti però, questo è il problema. E poi, cosa intendono fare questi sindaci eolici con i proventi delle wind farm? Lo dicano chiaramente.
Quali faraonici progetti hanno in mente che possano giustificare la distruzione di boschi e montagne?
Siamo a disposizione, su queste colonne, per dare spazio alla voce dei sindaci eolici, ammesso che abbiano ancora qualcosa da dire.

effebottone@gmail.com

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