AGNONE - Lo scontro per la segreteria provinciale del Pd è ormai alle porte. Si voterà sabato prossimo nei vari circoli. Due i candidati. Da una parte l’uscente e favorito Marco Amendola, dall’altro l’emergente Maurizio Cacciavillani, consigliere di minoranza al Comune di Agnone e coordinatore di circolo. Con lui abbiamo inteso affrontare il perché della sua discesa in campo. Finiamola di considerare i circoli come orticelli elettorali”. Lo ha scritto lei nel documento programmatico che ufficializza la sua candidatura al congresso territoriale della provincia di Isernia che si terrà il 19 febbraio. A chi si riferisce? Ed è vero che fino ad oggi i circoli sono stati condizionati da parte di qualche consigliere reginale? Il senso della mia affermazione sta nel fatto che risulta più facile procacciarsi il consenso tra gli iscritti che non altrove. Questo rende i circoli suscettibili di attenzioni spasmodiche soprattutto da parte di chi non riuscendo ad esercitare un appeal sul corpo elettorale allargato deve necessariamente puntare tutto sulla parte più politicizzata per ottenere il consenso. Sono convinto che tale atteggiamento sia anche alla base della caduta verticale del numero degli iscritti e delle continue sconfitte elettorali. Sicuramente i Consiglieri Regionali, in virtù della loro posizione di forza, sono i più esposti a queste tentazioni. Tornare tra la gente e soprattutto tornare a battersi per valori quali la libertà, l’eguaglianza, e la giustizia sociale al fianco dei più deboli. Lo ha scritto a chiare lettere. Pensa che oggi il Pd non lo faccia? Bisogna fare molto di più! Il primo passo è quello di ritrovare una propria identità riaffermando con forza proprio tali valori. Poi, per tornare ad essere credibili, è necessario entrare nel merito dei problemi che interessano appunto la gente portando avanti battaglie che non si esauriscano in meri comunicati stampa o iniziative estemporanee ma che producano un qualche risultato tangibile e riconoscibile. Mai prima d’oggi il Pd, e cioè il più grande partito del centro sinistra, in Regione era sprofondato in termini di consenso. L’esempio più evidente è quello della città di Termoli, (dove tra l’altro c’è la Fiat) con il Pd scivolato al 5% e nessun rappresentante in seno al Comune. A prescindere a chi attribuire le resposanbilità non pensa che bisogna ripartire proprio da questa umiliante debacle? Purtroppo questo è il risultato lampante dei troppi personalismi e dei tatticismi esasperati che hanno prodotto l’effetto perverso di appaltare all’esterno programmi e candidature a discapito dei propri militanti ed amministratori sminuendone esperienze e capacità. Poi ci si lamenta quando taluni personaggi di ambigua collocazione politica dopo essere stati candidati e preso i nostri voti ce li ritroviamo tra le braccia di Iorio e Berlusconi. Io penso che bisogna valorizzare le figure interne al partito se si vuole tornare a crescere e di conseguenza a vincere qualche elezione Quali sono i suoi rapporti con Danilo Leva, coordinatore regionale del Pd. Danilo Leva per me è un amico anche se abbiamo una idea di partito e di programmazione un po’ diversa. Si candida alla segreteria provinciale. Ci dica almeno tre buoni motivi per cui i tesserati dovrebbero votarla. Per l’impegno e la dedizione che ho per la politica in primo luogo. Per la capacità di studio e la propensione a proporre progetti concreti. Per lo spirito di gruppo che mi caratterizza. Si scontrerà con Marco Amendola che avrà l’appoggio incondizionato di Leva. Cosa manda a dire al suo “avversario” alla vigilia del voto? Gli faccio un grande in bocca al lupo! Cacciavillani, al Comune di Agnone il sindaco De Vita sta per cadere. Le piacerebbe fare più il sindaco o il consigliere regionale? Il candidato sindaco già c’è per il resto si vedrà.