PAGLIONE SUL NUOVO STATUTO REGIONALE: UN PASTICCIO, AVANTI CON IL REFERENDUM

REDAZIONE
28/02/2011
Attualità
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Paglione sullo Statuto regionale: "Un brutto pasticcio, unica strada il referendum. Per i consiglieri del centro sinistra l’occasione di riscatto firmando la richiesta, a norma dell’art. 123 della Costituzione". Grazie alla Legge regionale n. 36/2005, approvata nella scorsa legislatura, che disciplina il ricorso al Referendum previsto dall’art. 123, terzo comma , della Costituzione, oggi esiste lo strumento per far decidere ai cittadini se accettare questo Statuto o se, come crediamo in tanti, sia meglio rispedirlo al mittente. Il riferimento, naturalmente, è ancora una volta alla norma che ha previsto di aumentare il numero dei consiglieri regionali, la figura del sottosegretario e ben 8 (otto) assessori esterni, aumentando a dismisura e con assoluta leggerezza i costi della politica. "Sono costretto a tornare sulla questione – dice Candido Paglione ex presidente della Commissione per l’Autoriforma del Molise - dopo aver registrato una serie di prese di posizioni, anche diverse, che francamente lasciano perplessi. Mi riferisco, in particolare, alla posizione di alcuni consiglieri regionali che, nella assoluta legittimità dei rispettivi punti di vista, dopo aver votato a favore dello Statuto oppure dopo aver disertato la partecipazione al voto, oggi provano a giustificare la loro posizione con atteggiamenti che, francamente, si fa fatica a comprendere. Premesso che la cosa più coerente, dal mio modesto punto di vista, poteva essere quella di votare contro questo Statuto, che fa lievitare in maniera ingiustificata i costi della politica e contribuisce ad allontanare sempre di più la gente dalla politica, non credo che si possa far passare per atteggiamento responsabile un voto a favore di un provvedimento che va contro ogni logica di buon senso, in un momento così delicato per l’intera comunità molisana". "Francamente – prosegue Paglione – credo che nessuno si fosse accorto che il Molise non aveva ancora approvato il nuovo Statuto, così come previsto dall’art. 123, secondo comma, della Costituzione. Così come mi sembra davvero poco felice l’idea di giustificarsi, dicendo ai molisani che quando il centro sinistra andrà al governo di questa Regione sicuramente cancellerà la norma che aumenta il numero dei consiglieri e i costi della politica. Dire, tra l’altro, che a questo punto non serve il ricorso al referendum e che è molto più semplice chiedere la calendarizzazione dei lavori per la discussione e l’approvazione, da parte del Consiglio regionale, della proposta di legge, presentata nel 2007, per la riduzione del 50% delle indennità e di tutti i benefit a favore dei consiglieri regionali, significa pensare davvero che chi ascolta e legge queste cose abbia l’anello al naso. Come si può far credere che adesso e soltanto adesso, dopo ben quattro anni, ci si è ricordati di fare la voce grossa per chiedere l’immediata calendarizzazione dei lavori per l’approvazione di questa legge? Dispiace constatare che tutto ciò accade mentre la gente molisana, a giusta ragione, si sarebbe aspettata un atteggiamento più consono al momento di grave difficoltà che stiamo vivendo. Si chiudono gli ospedali, si tagliano i trasporti, si chiudono le scuole e la casta che fa? Aumenta le poltrone. Comprendo che dall’opposizione è tutto più difficile, tuttavia non capisco perché era così complicato esprimere, in modo chiaro un voto contro lo Statuto. Votando no si sarebbe usciti a testa alta da questa brutta vicenda che, purtroppo, ancora una volta, diventa un’occasione persa e, cosa ancora più grave, ci fa apparire tutti uguali di fronte all’opinione pubblica. Ecco perché, a questo punto, l’unica strada percorribile diventa quella del referendum popolare".

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