Giulio Rapetti, in arte Mogol, ha lasciato Agnone emozionato e commosso dopo un intero pomeriggio trascorso presso la Pontificia Fonderia Marinelli. Egli ha definito l’antica officina assolutamente suggestiva e stimolante rimanendo affascinato e sorpreso dall’atmosfera mistica e surreale dove il tempo sembra essersi fermato al medioevo. Dopo aver condiviso il rito di fusione di una delle due campane da egli stesso commissionate a completamento della cappella costruita all’interno del CET, Mogol ha divertito e sorpreso i numerosi fans accennando a suon di campane alcune note dei suoi celebri brani e riportando sul libro dei desiderata queste parole: - Quando la fusione del bronzo si impasta con la preghiera nasce la campana. La prima è stata la campana Marinelli così come l’ultima. Il più famoso, amato e fecondo paroliere degli ultimi 50 anni ha raggiunto Agnone in compagnia del comune amico ‘Nduccio, popolare artista abruzzese, incuriosito e interessato all’attività millenaria dei Marinelli in seguito al loro primo incontro in Umbria. Mogol vive e lavora nella tenuta di Toscolano dove ha fondato una scuola di specializzazione, il CET, rivolta a giovani e talentuosi allievi che, soggiornando in un ambiente ameno e stimolante, possono valorizzare in piena libertà le loro doti artistiche. Le peculiarità musicali delle campane hanno suggestionato talmente la creatività del maestro da ispirargli probabilmente nuove melodie. Per mano dell’ assessore regionale al Turismo, avv. Franco Giorgio Marinelli, Mogol ha ricevuto l’ omaggio di una riproduzione della campana fusa in occasione del 150° anniversario dell’ Unità d’ Italia. “Tornerò presto!” ha concluso il Maestro al termine del lungo, interessante incontro con i Marinelli.