Tar Abruzzo salva ospedale di Guardiagrele, Agnone spera

redazione
19/05/2011
Attualità
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In Abruzzo Regione sconfitta. L’ospedale di Guardiagrele (Chieti) non si può chiudere o ridurre. E’ quanto ha stabilito la sentenza del Tar dell’Aquila, che ha accolto i ricorsi del Comune e dell’opposizione contro le decisioni regionali sul riordino della sanità per comprimere la spesa sanitaria. Guardiagrele era uno dei centri che “ci rimetteva” di più, ma ora bisognerà ripensare tutto. Benché la sentenza sia favorevole alle aspettative dell’area, il sindaco Sandro Salvi resta prudente e dice: “Non cantiamo vittoria, ora bisognerà vedere cosa fare e come comportarsi”. A non cantare vittoria, ma sconfitta, è il presidente della Regione Chiodi che in tv a caldo ha detto: “Bene, se le cose stanno così, mi fermo e blocco i provvedimenti della riforma sanitaria. E’ impossibile che piani e decisioni per riorganizzare gli ospedali e quindi la spesa sanitaria siano bloccati dalla giustizia amministrativa. Delego il problema al governo, ci pensi l’autorità centrale”. Il Tar ha ritenuto fondato il ricorso contro gli “atti immotivati” della Regione, che agisce illegittimamente, perchè non tiene conto del piano sanitario e causa sovraccarichi sui presidi ospedalieri di zone difficili nell’interno della regione, in aree montane. Il prossimo caso al vaglio del Tar è quello relativo all’ospedale di Casoli. A curare il ricorso al Tar Abruzzo dell’ospedale di Guardiagrele, l’avvocato Simone Dal Pozzo, lo stesso che si occupando dell’identica vicenda relativa all’ospedale San Francesco Caracciolo di Agnone. In questo caso il Tar Molise, in attesa di entrare nel merito dei tagli (sentenza attesa il 21 settembre) ha provveduto ad emettere la sospensiva che di fatto blocca il ridimensionamento.

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