In merito alla manovra economica varata dal Consiglio dei Ministri registriamo l'intervento del senatore Ulisse Di Giacomo. «Diciamo subito che il provvedimento è stato chiesto (e imposto) al nostro Paese dall’Unione Europea, ed è stato reso necessario dalla grave crisi che ha investito il sistema economico mondiale. Tutti i governi del mondo occidentale, Stati Uniti compresi, hanno dovuto intraprendere la strada del rigore e dei tagli. Il governo italiano aveva di fronte a se due scelte diverse: o tagliare gli sprechi o chiedere sacrifici direttamente ai cittadini. E’ stata scelta la prima opzione, anche se alcune decisioni dovranno essere discusse e modificate durante l’iter parlamentare. E la delegazione parlamentare del PdL, e si spera dell’intero Molise, si batterà affinché le decisioni assunte sulle Province e sui piccoli Comuni non compromettano l’identità storica, civile e territoriale di una intera Regione. Ma vediamo nei dettagli i contenuti salienti del decreto legge: ➢ Le pensioni non vengono toccate, e questo è già un grande risultato; ➢ non vengono toccati gli stipendi dei dipendenti; ➢ non vengono tassati i depositi bancari in titoli di stato; ➢ vengono invece tassati i guadagni e le rendite in Borsa; ➢ viene istituita una “tassa di solidarietà” per i prossimi due anni per chi guadagna oltre 90.000 euro; ➢ vengono drasticamente abbattuti i costi della politica, con il taglio delle indennità dei parlamentari fino al 20%, la riduzione del numero dei consiglieri regionali, la soppressione di alcune Province ( al di sotto dei 300.000 abitanti ), l’ accorpamento delle funzioni fondamentali dei piccoli Comuni; ➢ viene aumentata l’accise sui tabacchi; ➢ viene liberalizzato l’accesso e l’esercizio delle professioni e delle attività economiche; ➢ vengono soppresse le festività laiche infrasettimanali, e accorpate alle domeniche; ➢ la manovra autorizza l’assunzione a tempo indeterminato di 70.000 unità di personale docente e amministrativo nella scuola: Su altri punti del decreto, come l’anticipo al 2015 dell’innalzamento dell’età pensionabile per le donne e il posticipo di due anni della corrisponsione del Tfr nel pubblico impiego, sarà necessario una attenta valutazione nelle aule parlamentari per migliorarne il contenuto. Così come sarà necessaria una ferma presa di posizione nei confronti della prevista soppressione delle due Province del Molise e dell’accorpamento dei piccoli Comuni: non si può sacrificare sull’altare del pareggio del bilancio la nostra storia e l’identità del nostro territorio. Su questo punto assicuro l’impegno dei parlamentari del PdL, come già avvenuto nel recente passato. Una manovra dolorosa, assolutamente necessaria se vogliamo salvare il nostro Paese, ma al tempo stesso equa e adeguata, che chiede sacrifici soprattutto a chi ha di più, e che taglia drasticamente i costi della politica e le spese dei ministeri. E non stupisce più di tanto che il segretario del PD Bersani faccia demagogia di bottega, in un momento così difficile del nostro Paese e del mondo intero, sfilandosi dal clima di condivisione e collaborazione richiesto a gran voce dal Capo dello Stato. Da sottolineare invece la posizione di responsabilità politica assunta dall’On. Di Pietro che si è già dichiarato pronto a fare la sua parte. La proposta è stata fatta, come era d’obbligo da parte del Governo. Adesso tutti sono chiamati a migliorarla».