Oltre cento autisti che esercitano l'attività di noleggio con conducente nella Capitale sono stati denunciati per aver ottenuto licenze attraverso documenti falsi presso diversi Comuni della Provincia di Roma, ma anche del Molise e dell'Abruzzo. È il risultato delle indagini dei Carabinieri, che hanno scoperto un vero e proprio 'mercato nero' di licenze. Gli abusivi, quasi tutti residenti a Roma, ma in molti casi originari di piccoli centri montani tra Abruzzo e Molise, nelle istanze presentate ai Comuni della Provincia, avevano attestato, in particolare, di avere la disponibilità in centri di autorimesse poi risultate inesistenti o comunque non utilizzate. Le autovetture, infatti, venivano sempre custodite nella Capitale. I denunciati svolgevano la loro attività solo nella Capitale, violando la legge di settore, secondo cui il servizio deve avere inizio e termine nel Comune che ha rilasciato l'autorizzazione. In sostanza le licenze venivano rilasciate nei comuni di Abruzzo e Molise, con la compiacenza dei sindaci. I controlli su circa 300 licenze, effettuati dai Carabinieri negli ultimi due mesi, hanno consentito di scoprire oltre cento autorizzazioni irregolari concesse da svariati Comuni. Nel corso di controlli eseguiti nel centro della Capitale, dove in alcuni casi è stata anche ritirata la carta di circolazione e l'autorizzazione, i militari dell'Arma hanno sorpreso numerosi autisti che svolgevano servizio di noleggio con conducente a Roma pur avendo licenze rilasciate da comuni delle province di Frosinone, Latina e da piccoli comuni dell'Abruzzo, della Toscana, della Puglia e del Molise. Anche per questi ultimi sono stati avviati gli accertamenti necessari per verificare la regolarità nel rilascio delle concessioni. E probabilmente questa sera alcuni sindaci di zona non dormiranno sonni troppo tranquilli.