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Ieri nell'ambito dell'evento tenutosi al Teatro Italo Argentino di Agnone, "Dialettando con il fuoco" si è dato inizio al festival teatrale che si chiuderà a dicembre 2021.Erano presenti all'evento" i figuranti" in costume d'epoca, dei nostri contadini, che partecipano da anni alle manifestazioni delle due "Ndocciate" agnonesi dell'8 e 24 dicembre.
Passione, appartenenza, culto delle proprie origini e tradizioni sono le motivazioni che spingono Mara e gli altri, a partecipare con tanto orgoglio ai riti del fuoco. I figuranti appartengono a cinque contrade dell'agro di Agnone, e fanno da supporto al grande rito del fuoco, precedono la sfilata delle torce. I loro abiti tutti appartenenti ai contadini di una volta, abiti che loro trattano come i piu bei gioielli di famiglia.
Mara, una dei figuranti, nell'intervista ha raccontato, con orgoglio e passione che i contadini aveva due cambi di abiti di cui uno riservato alle feste. Loro tutti indossavano quello della festa. Le donne indossavano una gonna tessuta in casa, dritta sul davanti, plissettata nella parte posteriore, un corpetto, una giacchetta, un panno, pannuccio, triangolare sulle spalle tutto fatto dalle nostre bisnonne che in cucina come ospite d'onore, avevano un grosso telaio. Anche i gioielli era di antica fattura di oro e rame in prevalenza. Tutto simbolo di povertà, di condizioni economiche legate ad una economia di sussistenza.
Gli uomini, tutti, indossavano un cappotto a ruota, la cappa, un gilè, una camicia a quadri e l'immancabile affascinante cappello a falde. Il gruppo era composto anche da ragazzi e ragazze giovanissimi, nonchè da veterani della manifestazione storica agnonese che oramai è fulcro di attrazione mondiale.
Dai tessuti utilizzati per la confezione degli abiti si evinceva la differenza, seppur minima, del censo di appartenenza.
Il filo conduttore del festival teatrale, che parte da Agnone ma coinvolge tutto l'Alto Molise, è il culto del fuoco molto sentito nelle nostre comunità, simbolo di rinascita di ritorno alla vita dopo un lungo e deprimente periodo di buio dovuto alla pandemia che forte si è abbattuta sui nostri territori. Molte saranno le rappresentazioni teatrali in dialetto, simbolo delle nostre preziose origini. Si riparte dalla nostra cultura!