Angeli in corsia: il nostro grazie all’Hospice ‘Madre Teresa di Calcutta’" di Larino

27/10/2025
Attualità
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Nel dolore di una perdita che lascia un vuoto incolmabile, resta la consapevolezza che l’umanità, la professionalità e la dedizione di chi si prende cura degli altri possono rendere più lieve anche il momento più difficile. È con questo spirito che la famiglia di Pasquale desidera esprimere pubblicamente la propria gratitudine verso l’equipe dell’Hospice “Madre Teresa di Calcutta” di Larino, per l’assistenza e la vicinanza dimostrate fino all’ultimo istante.

"l dolore per una perdita non può essere un impedimento nel riconoscere, con lucidità, gli eventi e gli accadimenti che hanno contraddistinto un percorso profondamente doloroso. Con senso di infinita gratitudine, quindi, intendiamo ringraziare pubblicamente l’equipe dell’Hospice “Madre Teresa di Calcutta” di Larino guidata con un senso di profonda umanità dal direttore, Dott. Mariano Flocco. Lì, in quella struttura dove i pazienti sono accuditi e assistiti con dedizione, amorevolezza e professionalità fino all’ultimo respiro, il nostro Pasquale ha trascorso gli ultimi giorni della sua troppo breve esistenza

 Lì, a soli 59 anni, si è spento ma non è mai stato solo: le sue paure, i suoi dolori, le sue preoccupazioni hanno trovato risposte di conforto, sia mediche sia di umanità. Quella che caratterizza ogni gesto del direttore Flocco, della caposala Monica, della fisioterapista Marzia, dell’assistente sociale Maria, di tutto il personale OSS. Angeli scesi in terra per lenire i dolori, le paure, la disperazione. Una equipe che ha saputo coniugare altissima professionalità e profonda sensibilità, che ha accompagnato anche noi familiari all’ultimo addio con la generosità della condivisione. Anche noi non ci siamo mai sentiti soli, nella paura e nella disperazione di una perdita, in un cammino difficile e che nessuno avrebbe mai potuto solamente immaginare. Al dottore Flocco, a tutta la sua equipe dobbiamo solo dire grazie perché il nostro Pasquale ci ha lasciato con dignità, circondato da professionalità e tanto amore. E solo chi ha così tanto rispetto per la vita, può averne altrettanto per la malattia, per la disperazione di chi ci lascia e di chi resta."

 Angelo, Michela e Mamma Carmela.

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