Termoli,convegno "Il Grande Malato", Iorio: Il Molise chiede equità e rispetto

16/01/2026
Attualità
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Sanità, il Molise chiede equità e rispetto: l’intervento dell’Assessore Michele Iorio all’incontro “Il grande malato” Termoli, Aula Adriatica dell’Università degli Studi del Molise – Nel corso dell’iniziativa “Il grande malato. Per una riforma della sanità in Italia”, promossa per rilanciare il Servizio Sanitario Nazionale e riaffermare il diritto universale alla salute, la Cgil Molise e Ali Comuni Molisani hanno invitato l’Assessore regionale ai Rapporti con i Ministeri per l’attuazione del Piano di rientro sanitario, Michele Iorio, che ha portato una testimonianza forte e appassionata sulla condizione della sanità molisana. «Analizzare i dati del Molise – ha sottolineato l’Assessore rivolgendosi direttamente al presente Nino Cartabellotta presidente di Gimbe – significa partire da una consapevolezza imprescindibile: siamo la regione più piccola d’Italia, con caratteristiche territoriali e demografiche uniche, che non trovano adeguata considerazione nei criteri nazionali di riparto del Fondo Sanitario Nazionale». Un sistema che oggi assegna il 97,5% delle risorse sulla base della sola quota capitaria, penalizzando territori come il Molise, che a fronte di una popolazione ridotta presenta una rete di ben 136 comuni, lo stesso numero della Basilicata, che però conta il doppio degli abitanti. «Questo significa – ha aggiunto – garantire servizi essenziali con risorse strutturalmente insufficienti».

 L’Assessore ha richiamato anche una questione di principio: «Abbiamo una Costituzione che tutela il diritto alla salute, ma l’introduzione del pareggio di bilancio ha finito per subordinare i diritti fondamentali all’equilibrio dei conti. È una contraddizione che va affrontata con coraggio, soprattutto quando si parla di sanità pubblica, Un concetto questo che ribadisco da anni e confermato anche da una più recente sentenza della Corte Costituzionale». Ripercorrendo l’evoluzione dei meccanismi di finanziamento, Iorio ha ricordato la scomparsa del fondo di riequilibrio per il Mezzogiorno e una narrazione che ha diviso il Paese tra presunte “regioni canaglia” e “regioni virtuose”, salvo poi constatare che i correttivi hanno spesso favorito altre aree. «Oggi il Molise – ha affermato – non dispone di un fondo sanitario adeguato ai bisogni reali del proprio territorio». Un passaggio centrale è stato dedicato al commissariamento, che grava sulla sanità molisana da oltre 16 anni:

«Ci viene chiesto di migliorare le prestazioni tagliando le risorse all’Asrem. È una stortura che va contro qualsiasi logica aziendale e contro l’interesse dei cittadini». Da qui l’appello a un cambio di rotta: «A nome del Presidente della Giunta regionale ho ribadito con forza a Roma: basta ai tagli sulla sanità pubblica” esprimendo poi la propria considerazione che «non è accettabile che, mentre il sistema pubblico soffre, il privato resti intoccabile». Tra le prospettive indicate, la necessità di rivedere i fondi, riorganizzare il sistema sanitario regionale e valorizzare il legame con l’Università del Molise, anche attraverso l’integrazione della Facoltà di Medicina e la creazione di un ospedale universitario. «La linea che guida il Governo regionale – ha concluso l’Assessore – è chiara e senza ambiguità: migliorare il sistema sanitario pubblico, renderlo più giusto, più vicino ai territori e realmente capace di garantire il diritto alla salute a tutti i molisani».

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