La tradizione rivive a Pescopennataro: Sant’Antonio Abate, il falò che unisce la comunità

16/01/2026
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Nella notte tra il 16 e il 17 gennaio anche a Pescopennataro si rinnova l’antico rito in onore di Sant’Antonio Abate, una delle celebrazioni più sentite della tradizione popolare. Protagonista indiscusso della festa è il grande falò allestito nella piazza principale, attorno al quale la comunità si ritrova per condividere un momento di fede, convivialità e identità collettiva.

Il fuoco, simbolo di protezione e rinascita, brucia per tutta la notte alimentato da cataste di legna preparate nei giorni precedenti grazie al contributo di cittadini di ogni età. La raccolta e il trasporto delle fascine rappresentano infatti un rito nel rito, capace di rafforzare il senso di appartenenza e di collaborazione tra gli abitanti del paese.

La figura di Sant’Antonio Abate, asceta egiziano del III secolo dopo Cristo, è legata alla tradizione popolare come difensore dell’umanità contro i demoni e le tentazioni dell’inferno. Secondo la leggenda, il santo si sarebbe recato negli inferi con il suo bastone di ferula e il suo inseparabile maialino, riuscendo a sottrarre una scintilla di fuoco da donare agli uomini, fino ad allora costretti a vivere al gelo.

Nel pomeriggio della vigilia, i tronchi vengono disposti in posizione verticale al centro della piazza, a richiamare simbolicamente la ferula del santo, e arricchiti con frasche di alloro utilizzate per l’accensione. Dopo la benedizione del sacerdote, il falò viene acceso dando ufficialmente inizio alla festa.

Intorno alle fiamme, tra cibo e vino preparati per l’occasione, la comunità di  Pescopennatarotrascorre la notte in un clima di condivisione e devozione, mantenendo viva una tradizione che da secoli rappresenta un legame profondo tra fede, cultura e territorio.

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