Greco e Saia, duello senza tregua che penalizza Agnone

Maria Carosella
20/01/2026
Attualità
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Agnone, stessa origine, stesso territorio da difendere, ma visioni e strategie che sembrano viaggiare su binari opposti. È questo il paradosso che accompagna ormai da tempo il rapporto politico tra Andrea  Greco e Daniele Saia, due figure di primo piano del panorama politico molisano, entrambi agnonesi, entrambi protagonisti di ruoli istituzionali di rilievo, eppure spesso divisi da polemiche pubbliche e scontri politici.

Saia rivendica una appartenenza storica al Partito Socialista,  guida Agnonecome sindaco, in primavera si andra' al rinnovo elettorale ed è presidente della Provincia. Greco, uomo di punta del Movimento 5 Stelle in Molise, è alla sua seconda legislatura da consigliere regionale di minoranza e ha sfiorato, alla sua prima candidatura, l’elezione a presidente della Regione. Percorsi diversi, culture politiche differenti, ma un punto di partenza comune: Agnone e l’Alto Molise.

Da due personalità politiche di questo livello, peraltro nate nello stesso luogo, ci si aspetterebbe dialogo, confronto e strategie condivise, soprattutto quando in gioco c’è il futuro di un territorio fragile, spopolato, in sofferenza economica e sociale. Invece, accade spesso il contrario. La polemica tra Greco e Saia è ricorrente, a tratti aspra, e si consuma su uno dei terreni più delicati che possano esistere: la sanità e, in particolare, il destino dell’ospedale “Caracciolo” di Agnone.

Il Caracciolo non è solo una struttura sanitaria: è un presidio di civiltà, un punto di riferimento vitale per un’area interna che paga già un prezzo altissimo in termini di servizi, infrastrutture e opportunità. L’interesse a farlo funzionare, a potenziarlo, a garantirne la sopravvivenza dovrebbe essere comune, al di là delle appartenenze politiche. Eppure, su questo tema, le posizioni si irrigidiscono, il confronto si trasforma in scontro, e il dialogo costruttivo resta un obiettivo mancato.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un territorio che continua a soffrire, mentre le energie politiche vengono spesso disperse in lotte personalistiche, in rimpalli di responsabilità, in battaglie di visibilità che poco aiutano a risolvere i problemi reali. Le “lotte tra galletti”, come le definiscono con amarezza molti cittadini, non producono soluzioni concrete e finiscono per allontanare ulteriormente la politica dalle esigenze quotidiane delle persone.

Agnone e l’Alto Molise non hanno bisogno di vincitori e vinti sul piano mediatico. Hanno bisogno di scelte chiare, alleanze funzionali, pressioni istituzionali condivise, capaci di andare oltre le bandiere di partito. La sanità, e il Caracciolo in particolare, non possono essere il terreno di uno scontro permanente, ma dovrebbero diventare il banco di prova di una maturità politica che oggi appare ancora lontana.

La domanda, allora, resta aperta: è possibile che due esponenti politici così radicati nello stesso territorio non riescano a navigare nella stessa direzione, almeno quando in gioco c’è il bene comune? La risposta, forse, non spetta più solo a Greco e Saia, ma a una comunità che chiede meno polemiche e più fatti.

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