Una giornata da ricordare per il trasporto ferroviario molisano. Ieri si è svolto il primo viaggio da Napoli a Bojano del treno elettrico regionale veloce ETR 104.298 di Trenitalia, segnando un passaggio simbolico e concreto verso una nuova fase per le ferrovie della regione.
Il convoglio ha effettuato una tappa nella rinnovata stazione di Carpinone, in occasione della corsa prova sulla nuova tratta Isernia–Carpinone–Boiano, confermando la piena funzionalità dell’infrastruttura elettrificata. È la prima volta in assoluto che un treno elettrico fa il suo ingresso a Carpinone, un evento atteso da anni e accolto con grande entusiasmo.
Dalla sera di lunedì 19 gennaio, il Molise ha finalmente rivisto circolare tutti i treni sulle linee Roma–Isernia–Bojano e Napoli–Isernia–Bojano, segnando un simbolico ritorno della mobilità ferroviaria su una delle direttrici più importanti della regione.
Il sottosegretario Vincenzo Niro non ha nascosto l’emozione: stazioni riqualificate, piazzali ferro-gomma, ascensori funzionanti, marciapiedi nuovi, monitor informativi. Oggi Bojano si è trasformata in una vetrina di orgoglio regionale, tra slide, slogan e qualche lacrima di commozione.
Ma la realtà ha subito riportato tutto con i piedi per terra: meno di cinque ore dopo l’inaugurazione, il regionale delle 14.35 da Bojano a Roma Termini è stato cancellato. I passeggeri sono stati fatti scendere e caricati su un autobus sostitutivo fino a Carpinone, dove hanno potuto riprendere il treno.
Rfi ha spiegato che si trattava degli “ultimi dettagli nella taratura dei passaggi a livello”, traduzione tecnica per un debutto inevitabilmente zoppicante. Sui social, la pagina “Il Binario 20 Bis”, da sempre attenta al trasporto ferroviario, non ha perso occasione per ironizzare: “Stop ai festeggiamenti, togliete i fuochi d’artificio, eliminate le fanfare. Siamo rimasti quelli di sempre”.
Nonostante la festa a Bojano, il capoluogo Campobasso resta tagliato fuori: continua ad essere servito da bus sostitutivi, con i lavori di elettrificazione, iniziati nel 2020, che non termineranno prima del 2028. Otto anni per un collegamento ferroviario degno di questo nome.
Il Molise, dunque, in due giorni ha raccontato perfettamente se stesso: prima l’entusiasmo per il ritorno del treno, poi la cruda realtà di corse cancellate e bus sostitutivi. Si brinda al progresso e poche ore dopo si rispolverano le navette su gomma. La vera specialità molisana sembra essere questa: trasformare ogni annuncio in un déjà-vu, perché qui il problema non è aspettare il futuro… ma riconoscere il presente quando arriva.