59° anniversario della scomparsa del Vice Brigadiere Nicola Mignogna – Lunedì 2 febbraio 2026, commemorazione con scoprimento della lapide

31/01/2026
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Lunedì 2 febbraio 2026 ricorrerà il 59° anniversario della tragica scomparsa del Vice Brigadiere del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza Nicola Mignogna. Per l’occasione, alle ore 10:00, in via Monsignor Bologna n. 15, verrà inaugurata la lapide in suo ricordo, apposta per volontà del Comune di Campobasso e della Polizia di Stato sullo stabile che fu caserma dei Vigili del Fuoco, oggi sede del GAL, nei pressi del luogo in cui Mignogna, insieme al Brigadiere Giovanni Paduano e alla Guardia Ignazio Cammisano, fu ferito mortalmente dai colpi di pistola esplosi dal pericoloso pregiudicato Paolo Caso la notte del 2 febbraio 1967.

Quel tragico episodio avvenne intorno alle 3:00, mentre i tre poliziotti erano in servizio di pattuglia automontata. Riconosciuto Caso aggirarsi sospettosamente tra le auto, Mignogna e i colleghi tentarono di fermarlo. Nonostante la minaccia, non aprirono il fuoco. Mignogna riuscì persino a disarmare l’aggressore, che poi, approfittando dell’oscurità, esplose nuovamente colpendo i tre agenti. Ferito all’addome, Mignogna trovò la forza di guidare l’auto di servizio per portare i colleghi in ospedale, ma sul luogo in cui oggi sarà inaugurata la lapide fu sopraffatto dall’emorragia e perse la vita. Paduano e Cammisano sopravvissero ai colpi.

Nato a Riccia (CB) nel 1924, Mignogna aveva 42 anni, era sposato e padre di quattro figlie, la più piccola di appena 4 anni. Il suo eroismo suscitò profonda commozione in tutta Italia, con raccolte di fondi e iniziative a sostegno della famiglia, da parte di enti pubblici, privati e istituzioni, tra cui il settimanale Epoca, il quotidiano Il Tempo e il liceo Giulio Cesare di Roma. A lui sono stati intitolati una sala dell’ospedale Vietri di Larino e la Scuola Allievi Agenti di Caserta.

Paolo Caso, autore dell’aggressione, fu arrestato dopo 40 giorni e condannato all’ergastolo. Durante la sua detenzione tentò più volte la fuga, fino al definitivo arresto nel 1990.

Il sacrificio di Nicola Mignogna rappresenta un esempio indelebile di coraggio e dedizione al servizio della collettività, valori che la Polizia di Stato continua a trasmettere di generazione in generazione. Durante la cerimonia di scopertura della lapide, la corona sarà deposta dal poliziotto più giovane della Questura di Campobasso, insieme a un collega ultranovantenne in quiescenza, testimone diretto dei fatti.

Le foto allegate ritraggono i luoghi dell’episodio e la formella dedicata a Nicola Mignogna nel Sacrario della Polizia di Stato a Roma, presso la Scuola Superiore di Polizia.

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