«La desertificazione bancaria non è più un fenomeno marginale: in Molise è ormai una realtà strutturale». Lo afferma Antonio D’Alessandro, segretario dellaSLP-CISL M olise, commentando i dati più recenti sul ritiro del sistema creditizio dal territorio. Secondo le analisi più aggiornate, solo il 17% dei comuni molisani dispone ancora di una filiale bancaria: significa che l’83% dei comuni è già privo di sportelli.
La situazione è particolarmente critica nella provincia di Isernia, dove restano appena 17 sportelli bancari distribuiti in soli 5 comuni su 52. «Questi numeri – osserva D’Alessandro – descrivono un territorio che sta perdendo progressivamente i suoi presidi finanziari tradizionali. E quando un presidio si ritira, un altro deve necessariamente assumere funzioni aggiuntive». A livello nazionale, nel 2025 sono scomparsi altri 514 sportelli, lasciando 19.140 filiali bancarie contro 12.700 uffici postali. Oggi 3.419 comuni italiani – il 43% del totale – non hanno più una banca, mentre oltre 11 milioni di cittadini risultano senza accesso al credito secondo le stime Mediobanca.
Le aree più colpite sono il Sud e il Nord-Est. In questo scenario, Poste Italiane diventa il presidio che resta: non solo per la sua capillarità, ma perché in molti territori è ormai l’unico punto di accesso ai servizi finanziari di base. A questa centralità si aggiunge il Progetto Polis, che trasforma gli uffici postali in sportelli della Pubblica Amministrazione: passaporti, certificati giudiziari, anagrafici, servizi digitali.
Una trasformazione che porta con sé nuove complessità operative, soprattutto in un territorio come il Molise, dove l’utenza è mediamente più anziana e meno digitalizzata. «Il tema oggi – continua il segretario della SLP-CISL Molise – non è rivendicare, ma capire come accompagnare questa transizione. Gli uffici postali stanno assorbendo funzioni che prima erano distribuite tra più soggetti. È necessario interrogarsi su quale modello organizzativo possa sostenere questo cambiamento senza sovraccaricare i lavoratori e senza impoverire i territori». D’Alessandro sottolinea come il modello Hub & Spoke, pensato per una fase diversa del mercato, rischi di non essere adeguato:
«La crescente domanda di servizi finanziari di base, unita alle funzioni di Polis, richiede presidi più vicini, più flessibili, più equilibrati. Non possiamo affrontare una trasformazione di questa portata con strumenti pensati per un’altra stagione».
Il segretario invita quindi a una riflessione condivisa: «La desertificazione bancaria non è reversibile. Gli uffici postali saranno sempre più un punto di riferimento per i cittadini. La domanda che dobbiamo porci è semplice: come garantire un modello sostenibile, capace di rispondere ai bisogni delle comunità senza scaricare il peso sui lavoratori?». «È una sfida che riguarda tutti – conclude D’Alessandro – azienda, istituzioni, territori. Ed è una sfida che il Molise, più di altri, non può permettersi di ignorare».
Coordinatore SLP-CISL Molise