La settimana più importante dello spettacolo italiano è alle porte: radio, tv, carta stampata e web sono già in fermento. La Rai si prepara a vivere il suo momento centrale dell’anno, mentre l’Ariston torna a essere il cuore mediatico del Paese.
Dai testi dei brani emerge un Festival molto personale. Molti artisti scelgono di raccontarsi senza filtri: c’è chi affronta il lutto, chi rilegge l’amore con maggiore consapevolezza, chi parla di fragilità maschili, chi riflette sul mondo contemporaneo. È un Sanremo che, almeno sulla carta, sembra meno costruito sull’effetto e più centrato sul contenuto.
Arisa porta una riflessione matura sull’amore come esperienza universale, lontana dagli struggimenti del passato. Serena Brancale sceglie l’intimità più profonda, trasformando il dolore personale in una lettera aperta. Ermal Meta affronta un tema delicatissimo come la guerra attraverso lo sguardo di una bambina, con un testo che punta più all’immagine che alla retorica. Francesco Renga mette al centro le fragilità e la difficoltà degli uomini nel gestire le emozioni, un tema attuale e poco raccontato con questa chiarezza. Accanto ai brani più introspettivi, non mancano pezzi che giocano con l’ironia, con la leggerezza o con la riflessione sociale. C’è chi sceglie linguaggi contemporanei e chi punta su una narrazione più essenziale, ma quasi tutti mettono al centro un racconto personale. È questa la linea che emerge con maggiore chiarezza dai testi.
Oltre al premio principale, il Festival assegna riconoscimenti che spesso raccontano una classifica parallela. Il Premio della Critica “Mia Martini” potrebbe orientarsi verso brani dal forte peso testuale e tematico, mentre il Premio Sala Stampa “Lucio Dalla” potrebbe premiare l’equilibrio tra qualità e immediatezza. Il Premio per il Miglior Testo sarà probabilmente uno dei più combattuti, vista la presenza di scritture molto personali e consapevoli. I premi speciali segnano già due momenti simbolici: Arisa riceve il Premio Numeri Uno – Città di Sanremo, mentre Patty Pravo viene celebrata con il Premio alla Carriera.
Se il podio dovesse basarsi esclusivamente sulla forza dei testi e sui temi affrontati, tra i nomi più solidi emergono Francesco Renga, per la maturità del messaggio, Ermal Meta, per l’impatto emotivo e simbolico del suo brano, e Serena Brancale, per l’intensità e la sincerità della sua proposta. Tre percorsi artistici diversi, ma accomunati da una forte identità e da una scrittura consapevole.
Poi sarà il palco a decidere tutto. A Sanremo, più di ogni altra cosa, conta come una canzone riesce a vivere nei minuti davanti al pubblico. E tra poche ore lo scopriremo.