PO 2026-2028, stangata sull’Alto Molise,ospedali svuotati. I sindaci: “Non ci arrendiamo”

Maria Carosella
26/02/2026
Attualità
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Il nuovo Piano Operativo Sanitario è stato approvato e il quadro che emerge è, secondo gli amministratori locali, allarmante. Dopo settimane di mobilitazione, rassicurazioni politiche e incontri istituzionali, arriva la decisione dei commissari ad acta Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo: riconversioni, chiusure e un pesante ridimensionamento della rete ospedaliera, con conseguenze dirette su Isernia e sull’Alto Molise.La sintesi tecnica: cosa cambia

In sintesi, il Piano prevede:

il riordino della rete dell’emergenza cardiologica, con la riduzione di una emodinamica rispetto all’attuale assetto che vede Campobasso come Hub e Isernia e Termoli come Spoke;

la chiusura di almeno uno dei due punti nascita tra Isernia e Termoli, sulla base degli standard nazionali;

il rafforzamento della rete ictus con Campobasso Hub e integrazione pubblico-privato;

la riconversione dell’ospedale di Agnone in struttura territoriale.

Restano operativi i presidi principali di Campobasso, Isernia e Termoli.

Il Programma sarà ora sottoposto ai Tavoli ministeriali. Eventuali prescrizioni saranno vincolanti. Intanto, sui territori cresce la tensione politica e istituzionale.

Il sindaco di Isernia, Piero Castrataro, non nasconde la delusione. Con un video pubblicato sulla sua pagina Facebook parla di “quadro preoccupante”, di “totale assenza di programmazione seria” e di “nessuna visione per il futuro”.

“La tenda resta” – afferma – e non ci sono garanzie. Anzi, i commissari avrebbero certificato la chiusura dell’Emodinamica e di un Punto Nascita tra Isernia e Termoli. Uno scenario che, secondo il primo cittadino, segna la certezza di un ulteriore ridimensionamento dell’ospedale Veneziale.

Ma il colpo più duro riguarda Agnone. Il presidio “Caracciolo” sarà riconvertito in ospedale di comunità: in pratica, una struttura depotenziata. Il Pronto Soccorso verrà cancellato e retrocesso a semplice punto di primo intervento. Di fatto, l’ospedale di area disagiata non esisterà più.

Durissimo l’intervento del sindaco di Agnone, Daniele Saia. Per settimane, ricorda, l’Amministrazione comunale insieme ai cittadini ha lottato “con le unghie e con i denti”: manifestazioni in piazza, Conferenze dei Sindaci, incentivi ai medici per garantire i servizi. “E ora? Tutto vanificato”.

“Oggi – afferma Saia – il Programma Operativo Sanitario dei commissari annulla completamente ogni sforzo. Questa non è una riorganizzazione. È un ridimensionamento pesantissimo che colpisce al cuore un territorio già fragile. E questo colpo ha nomi e cognomi”.

L’invito ai commissari è chiaro: spiegare pubblicamente ai cittadini le ragioni di questa scelta. Nel mirino anche il metodo. Si parla di tagli contrari ai principi costituzionali, di una distinzione tra cittadini di serie A e cittadini di serie B. L’Alto Molise, denuncia il primo cittadino, rischia di essere “condannato a morte”.

La decisione arriva mentre in Conferenza Stato-Regioni si discute del riparto del fondo sanitario anche sulla base della densità abitativa e delle esigenze dei territori più spopolati, un criterio che dovrebbe favorire proprio le aree interne. “In Molise – è l’accusa – si va nella direzione opposta”.

Togliere un Pronto Soccorso significa aumentare i rischi per chi vive lontano dai grandi centri, significa esporre anziani e famiglie a tempi di percorrenza più lunghi in caso di emergenza.

“Se i responsabili della fine di un territorio pensano che subiremo le scelte in silenzio, si sbagliano di grosso. Metteremo in campo tutte le azioni possibili. Nelle prossime ore contatterò tutti i sindaci del territorio per organizzarci. Questa non è una battaglia per Agnone, ma per la dignità di un intero territorio”.

Il messaggio finale è condiviso: sindaci e cittadini uniti contro quello che viene definito un drastico arretramento della sanità molisana. “Non accetteremo che il nostro futuro venga cancellato”.

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