AGNONE – La decisione della Dirigenza ASREM di trasformare i centri di emodialisi di Agnone e Venafro in Centri di Assistenza Limitata (CAL), strutture dialitiche territoriali destinate a pazienti nefropatici cronici stabili che non necessitano di assistenza medica continua e solitamente gestite da infermieri con supervisione nefrologica non costante, ha suscitato forti preoccupazioni da parte dell’Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi (ANED). La scelta, annunciata il 27 febbraio 2026, prevede che i centri operino senza la presenza di medici, affidandosi esclusivamente a infermieri supportati da sistemi di monitoraggio robotizzati.
Secondo ANED, la trasformazione rappresenta un rischio concreto per i pazienti, soprattutto quelli con patologie concomitanti o condizioni instabili. “Il CAL può accogliere solo pazienti stabili – spiegano dall’associazione – chiunque presenti un’aritmia o altri problemi cardiaci dovrà recarsi a Isernia, mettendo a rischio la propria salute”.
L’associazione evidenzia anche le difficoltà logistiche: Agnone è decentrata, il pronto soccorso locale è destinato a chiudere e mancano le attrezzature necessarie, come monitor multiparametrici, e la formazione specifica del personale infermieristico.
A parlare è Don Francesco Martino, vice segretario di ANED Abruzzo e Molise, che lancia un appello e una denuncia pubblica sulla situazione precaria dei servizi di nefrologia nella regione, con particolare riferimento ai centri di dialisi. “La salute dei pazienti non può essere sacrificata per carenze organizzative o scelte improvvisate – sottolinea Martino – chiediamo alle autorità di ascoltare le associazioni e garantire servizi sicuri e completi”.
ANED annuncia che nelle prossime ore invierà comunicazioni ufficiali ad ASREM e al Sindaco di Agnone, richiedendo di non procedere alla trasformazione senza consultare l’associazione, come previsto dal PDTA sulla malattia renale. L’associazione teme inoltre che i fondi destinati alla dialisi domiciliare siano utilizzati principalmente per l’acquisto dei robot, ritenuti inefficaci.
Per garantire la sicurezza dei pazienti, ANED propone di chiudere temporaneamente il centro di Agnone e assicurare il trasporto dei pazienti verso centri ospedalieri completi. “La salute dei pazienti viene prima di qualsiasi decisione politica o di ‘contentini’ locali”, conclude l’associazione.