La Cgil Abruzzo Molise per l'8 marzo: "In Abruzzo e in Italia donne sempre più precarie e meno pagate"

05/03/2026
Attualità
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In occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale dei diritti delle donne, la CGIL Abruzzo Molise richiama l’attenzione sulle persistenti disuguaglianze che continuano a caratterizzare il mercato del lavoro, sia a livello nazionale sia nel Molise.

In Italia il tasso di occupazione femminile resta tra i più bassi d’Europa: lavora poco più della metà delle donne in età lavorativa, circa il 52,5%, contro oltre il 70% degli uomini. Anche quando lavorano, le donne sono più esposte al lavoro povero e alla precarietà: rappresentano oltre il 70% dei lavoratori a bassa retribuzione e continuano a percepire salari mediamente inferiori rispetto agli uomini.

Il divario retributivo di genere resta infatti uno dei principali nodi del mercato del lavoro. Secondo il Rendiconto di genere dell’INPS nel settore privato la retribuzione media delle donne continua a essere significativamente inferiore a quella dei colleghi maschi, evidenziando la persistenza di un gap retributivo strutturale. Questo non dipende solo dalla paga oraria, ma anche dalla maggiore diffusione di contratti part‑time (spesso involontario), dalle carriere discontinue e dalla scarsa rappresentanza femminile nei ruoli apicali.

Il contrasto al gender pay gap richiede strumenti normativi efficaci. La direttiva europea sulla trasparenza salariale rappresenta un passo importante per correggere queste disuguaglianze, ma secondo la CGIL la bozza di decreto italiana ne riduce l’efficacia, escludendo alcune categorie di lavoro a predominanza femminile, come l’apprendistato, il lavoro domestico, le collaborazioni continuative, il lavoro autonomo (se regolato dalla contrattazione collettiva) e limitando molto i controlli.

Anche in Molise le donne continuano a pagare il prezzo più alto nel mercato del lavoro. Nel 2023 il tasso di occupazione delle donne nella nostra regione è stato del 32,4%, di gran lunga inferiore sia alla media maschile (50,9%) sia alla media nazionale, con donne costrette più spesso a forme di lavoro discontinuo e meno stabili.

Inoltre, la struttura demografica della regione evidenzia una forte disparità generazionale: il Molise registra un’alta percentuale di pensionati rispetto agli occupati, con il numero di pensioni che supera quello dei lavoratori attivi creando ulteriore pressione sulla sostenibilità del mercato del lavoro e sulle opportunità per le giovani donne.

Nonostante alcune dinamiche positive nell’imprenditoria femminile, con oltre il 27% delle imprese della regione guidate da donne (un valore tra i più alti in Italia), persistono forti squilibri nell’accesso a lavori stabili e retribuiti in misura equivalente agli uomini.

La presenza femminile nel mercato del lavoro molisano è tra le più basse d’Italia – dichiara la CGIL Abruzzo Molise – non basta aumentare numeri, serve affrontare la fragilità delle condizioni di lavoro, la diffusa precarietà e il divario salariale che penalizza le lavoratrici in tutto l’arco della carriera”.

Per la CGIL Abruzzo Molise l’8 marzo non è una semplice ricorrenza, ma una scadenza per rilanciare politiche concrete che invertano trend strutturali: “Servono politiche che promuovano lavoro stabile e di qualità per le donne, rafforzino i servizi pubblici territoriali – a partire dall’infanzia e dalla non autosufficienza – garantiscano strumenti di conciliazione reale tra vita e lavoro e contrastino concretamente il divario salariale. Ridurre il gender gap nel lavoro significa investire nel futuro del Molise e nello sviluppo di tutta la comunità”.

 

Campobasso, 05 marzo 2026

 

p.la Segreteria della CGIL Abruzzo Molise

Alessandra Tersigni

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