Referendum sulla giustizia, l’avvocato Ugo D' Onofrio: “Giusto dire No”

Maria Carosella
05/03/2026
Attualità
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Referendum sulla giustizia, l’avvocato Ugo D'Onofrio: “Giusto dire No”

Nel dibattito sul referendum costituzionale sulla riforma della giustizia interviene anche l’avvocato cassazionista Ugo D' Onofrio, originario di Agnone, intervistato nell’ambito di un’iniziativa promossa dal Comitato Distretto di Campobasso – Giusto dire No, impegnato nella campagna per il voto contrario alla riforma.

L’incontro rientra nelle attività di informazione organizzate dal comitato sul territorio per spiegare ai cittadini i contenuti del referendum e le ragioni del “No”.

Le ragioni del No

Nel corso dell’intervista, D' Onofrio ha espresso forti perplessità sulla riforma sottoposta al voto popolare, sostenendo che essa non affronta i problemi strutturali della giustizia italiana.

Secondo il legale, le criticità più avvertite dai cittadini restano la durata eccessiva dei processi, la carenza di personale negli uffici giudiziari e le difficoltà organizzative del sistema. Questioni che, a suo avviso, non troverebbero risposta nelle modifiche proposte.

Il tema della separazione delle carriere

Tra i punti più discussi della riforma vi è la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Attualmente entrambe le funzioni fanno parte dello stesso ordine della magistratura e sono regolate dal Consiglio Superiore della Magistratura.

Secondo Di Onofrio, intervenire su questo equilibrio potrebbe avere conseguenze sull’indipendenza della magistratura. Il timore espresso è che un cambiamento dell’assetto attuale possa incidere sul rapporto tra poteri dello Stato e sul ruolo del pubblico ministero.

L’appello all’informazione

Nel suo intervento l’avvocato ha quindi invitato i cittadini a informarsi con attenzione sui contenuti della riforma e sulle implicazioni costituzionali del referendum.

L’iniziativa promossa dal comitato del distretto di Campobasso – spiegano gli organizzatori – nasce proprio con l’obiettivo di favorire un confronto pubblico e consapevole su un tema che riguarda il funzionamento della giustizia e l’equilibrio istituzionale del Paese.

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