Dialisi, allarme pazienti in Molise: Agnone e Venafro senza medico, solo robot di controllo

07/03/2026
Attualità
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Il dibattito sulla riorganizzazione dei servizi di emodialisi in Molise si arricchisce di nuove tensioni. L’ANED (Associazione Nazionale Emodializzati, Dialisi e Trapianto) ha diffuso un duro comunicato in cui esprime forte preoccupazione per le decisioni relative ai centri dialisi di Agnone e Venafro. Secondo l’associazione, la possibile trasformazione delle strutture in Centri di Assistenza Limitata (CAL), con controllo medico a distanza e presenza prevalente di personale infermieristico, rischierebbe di compromettere sicurezza e qualità delle cure per i pazienti. Di seguito il comunicato integrale diffuso dall’ANED Abruzzo e Molise.

"Da alcune segnalazioni allarmate giunte a noi dai pazienti nostri tesserati in trattamento emodialitico presso i Centri di Agnone e Venafro abbiamo appreso che con comunicazione del 27 febbraio 2026 a firma del Direttore Generale Di Santo, del Direttore Sanitario Giorgetta e del Direttore Amministrativo Matarante, nell’ambito della riorganizzazione della SSD di Emodialisi di Isernia, sotto il comando del Dott. Guglielmo Venditti, , il centro Emodialisi di Agnone è stato staccato dalla gestione della UOC di Nefrologia e Dialisi del Cardarelli di Campobasso a accorpato alla nuova SSD in questione, che ha in carico solo 3 medici, più il medico di Agnone, per coprire 4 turni di emodialisi. 

Si vuole ricordare alle SS.LL. che in base al PPDTA sulla malattia renale cronica, recepito nel DCA n.89/2025 tale Associazione è esplicitamente riconosciuta come Associazione per la tutela dei pazienti nefropatici, in emodialisi, dialisi peritoneale, trapianto in Italia e deve essere sentita prima di ogni riorganizzazione dei servizi che toccano le prestazioni sanitarie erogate a questa categoria di pazienti.

 ANED conosce molto bene la situazione della SSD di Emodialisi di Isernia, per cui vi sono serie criticità ad assicurare il trattamento per i pazienti nefropatici, in cui, in caso di mancanza dell’unità medica ad Agnone, alcuni dirigenti medici non sono disposti a recarvici nemmeno in attività aggiuntiva e delle problematiche in essere tra i dirigenti medici, per cui la decisione segna in primo luogo, la messa in pericolo del servizio medico ad Agnone. In primo luogo, il collegamento a Campobasso avrebbe garantito la disponibilità del personale medico presso il Centro, mentre adesso ci verrà propinata la solita storiella che non essendoci medici disponibili, si dovrà per forza riconvertire anche questa struttura. Infatti, nella giornata di oggi il Dott. Venditti, recatosi ad Agnone, annunciava come già fatta la trasformazione in Centro di Assistenza Limitata dei Centri di Agnone e Venafro, cioè come centri senza medico e affidati ai soli infermieri e al controllo di un robottino per postazione con cui il medico ad Isernia dovrebbe controllare ed intervenire, lo stesso previsto per l'emodialisi domiciliare. 

Approfondendo la questione, abbiamo saputo per le vie brevi che il Dott. Venditti avrebbe già assicurato il Dott. Mastrangelo che in caso di sue assenze anche forzate per cause di forza maggiore, sarebbe stato installato presso le postazioni dei pazienti un robottino, stile quelli per la dialisi domiciliare, per interloquire con i pazienti (!) e con medico assente. 

Ribadiamo la nostra ASSOLUTA CONTRARIETA’ alla trasformazione in CAL dei Centri Dialisi di Agnone e Venafro, ribadendo quanto da noi affermatovi nella nostra missiva del 11.03.2025, e cioè: “che, allo stato attuale, il recupero dei medici che si avrebbe è risibile, in quanto, essendone in via di pensionamento uno, si avrebbero giusto 3 medici concentrati a Termoli e Isernia per mantenere con sufficienza i servizi ivi presenti, in cui si svolgono 4 turni trisettimanali di emodialisi. Inoltre, occorre un investimento cospicuo per la sicurezza, in quanto, diventando centri senza medico (presente solo un giorno la settimana o in modalità telematica o via telefonica) che possono curare solo pazienti che non presentano alcuna complessità, né pluripatologie, né problemi cardiaci anche lievi (es. aritmia) affidati alla solo equipe infermieristica, ci sarebbe bisogno non solo del monitoraggio con collegamento on line dei macchinari ad una postazione informatica del centro dialisi di riferimento, ma la necessità per ogni postazione di monitor multiparametrici e un progetto di formazione intensivo per le equipe infermieristiche di questi centri. Inoltre, in base alla letteratura, rispetto ad un centro emodialisi con medico, tali CAL possono accogliere il 40% dei pazienti attuali, per cui andrebbe seriamente valutato il benchmark costi/benefici e se tale organizzazione non si riveli antieconomica. 

Per i pazienti del territorio che non possono essere più accolti nel CAL, compresi gli estivi, si pone il problema del trasporto, che in Regione Molise non è garantito. Invece, se si arrivasse ad una Legge Regionale con finanziamento sul sociale che garantisca il trasporto ai pazienti dializzati, i pazienti dei centri di Venafro e Larino possono essere accolti presso le UOS di Termoli ed Isernia adeguando le postazioni ivi presenti: ciò per noi è assolutamente preferibile e garantisce massima sicurezza per i pazienti.

 Per Agnone, collegato alla UOC di Nefrologia ed Emodialisi, date le distanze, è necessario mantenere l’organizzazione attuale”. E quanto da noi osservato nella nostra missiva del 21.05.2025: “Infine, sottolineiamo che assicurando i trasporti ai pazienti non autosufficienti, si possono accantonare i progetti di trasformazione in CAL dei Servizi Emodialisi di Larino e Venafro, evitando di spendere circa 50.000 € a postazione mobile con robottino dedicato (Spesa minima €. 750.000,00/800.000,00), in quanto, come già fatto a Larino, i pazienti rimasti sono stati assorbiti senza problemi presso l’U.O.S.V.D. di Emodialisi di Termoli, e ciò eventualmente sarebbe possibile anche per Venafro, tagliando i costi e assicurando una maggiore sicurezza del paziente durante il trattamento emodialitico presso un ospedale con Terapia Intensiva e strutture di ricovero di supporto, e riutilizzare tali fondi PNRR per altre necessità di macchinari sanitari”. 

ANED non è d’accordo nel trasformare le strutture esistenti in strutture arrangiate e pericolose per la salute dei pazienti e per la terapia emodialitica. Non basta un semplice robottino per aprire un CAL, come evidenziato sopra, con personale infermieristico non formato a dovere e senza i presidi di sicurezza necessari. Il Centro di Assistenza Limitata è solo per pazienti che stanno bene e non hanno patologie concomitanti. Per cui, anche in presenza di un'aritmia cardiaca, il paziente non può dializzare lì ma ad Isernia. Richiede una formazione specifica del personale infermieristico, e una conoscenza dettagliata di tutte le procedure di ogni singola macchina per dialisi. Inoltre, ogni postazione, dovrebbe essere dotata di monitor multiparametrico, per segnalare tempestivamente criticità cardiocircolatorie che possono verificarsi durante la seduta. Allo stato attuale la riconversione non è possibile, in quanto mancano tutti i presidi necessari.

 Aned è però preoccupata, in quanto Agnone è troppo decentrata per raggiungere rapidamente Isernia e Campobasso in caso di complicazioni, e anche perché il programma operativo prevede la chiusura del pronto soccorso di Agnone. Anche per Venafro ANED non è d’accordo. L’ Associazione chiede di non procedere a trasformare i Centri Dialisi di Agnone e Venafro in CAL, chiedendo che, a norma del PPDTA approvato con DAC n. 89/2025, sia mantenuto l’obbligo di sentire prima l'associazione per trasformazioni di modalità di assistenza ai pazienti emodializzati

. In casi estremi, ANED, per la sicurezza dei pazienti, continua a ribadire che, piuttosto che aprire un CAL potenzialmente rischioso, ritiene sia meglio chiudere il centro e assicurare il trasporto presso un centro dialisi ospedaliero con tutte le sicurezze del caso. Infine, la segreteria Regionale a Chieti negli scorsi giorni ha ricevuto telefonate allarmate da parte dei pazienti in trattamento Emodialitico a Venafro dove, a nostra totale insaputa sono stati già installati i famosi robottini per il controllo a distanza dei pazienti e il medico non va più per la seduta emodialitica.

 I pazienti sono allarmati e hanno paura, sia per la perdita dell'aspetto umano relazionale, sia per la perdita della sicurezza del trattamento, sia per la situazione di pericolosità che avvertono. Alcuni hanno comunicato la loro intenzione di trasferirsi a Cassino, fuori regione. Fatte nostre indagini riservate, abbiamo saputo che Venafro sarebbe stato trasformato autonomamente in CAL senza alcuna delibera da parte della Direzione Generale ASREM. Se così fosse, il fatto sarebbe grave e ANED sta valutando la necessità di intraprendere azione penale. 

Nel frattempo, la Segreteria incontrerà, per ulteriori chiarimenti e prima di procedere, se necessario, i pazienti del centro, avendo fissato con loro un appuntamento."

Distinti saluti, IL SEGRETARIO REGIONALE ANED IL VICESEGRETARIOANED ABRUZZO E MOLISEDott. Marina Stoppani Don Francesco Martin

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