In occasione della Giornata internazionale della donna, i consiglieri regionali del Partito Democratico del Molise annunciano la presentazione di una mozione per difendere il ruolo delle Consigliere di Parità, contestando il decreto legislativo del Governo che ne metterebbe a rischio l’esistenza a livello territoriale. Secondo il PD, la misura rappresenterebbe un arretramento nelle tutele contro le discriminazioni di genere nel lavoro.
"Anche quest'anno, la ricorrenza dell'8 Marzo offre ben poco spazio alla celebrazione. Quello a cui assistiamo da tempo non è un rallentamento, ma un vero e proprio arretramento sistematico: un'erosione costante di diritti che credevamo acquisiti e che invece si rivelano fragili sotto i colpi di nuove scelte politiche.
Dopo aver demolito il libero consenso, tentato di svuotare i consultori, tagliato i fondi per gli asili nido e opposto il rifiuto ai congedi paritari obbligatori, il Governo Meloni prosegue nello smantellamento sistematico delle tutele di genere con un nuovo decreto legislativo che, pur richiamando formalmente le Direttive UE 2024/1499 e 2024/1500 (relative agli organismi per l'uguaglianza), sembra muoversi in direzione opposta. L'intento è quello di cancellare l'istituto delle Consigliere di Parità regionali e provinciali. Se attuato, il provvedimento comporterebbe l'indebolimento delle tutele di prossimità per tutte le donne, che senza un presidio locale, capace di intercettare discriminazioni e abusi nei luoghi di lavoro, rischiano di allontanarsi e svanire.
Le Consigliere di Parità, infatti, non sono figure accessorie, ma presidi vitali preposti a vigilare contro le discriminazioni e a garantire che l'uguaglianza non resti solo sulla carta.
La centralizzazione voluta dal Governo rischia ora di trasformare l'organismo di parità in un presidio simbolico e distante, al contrario, le stesse Direttive europee prescrivono che l'accesso per i cittadini debba essere facilitato anche attraverso una diffusione territoriale capillare.
Come consiglieri del Partito Democratico, stiamo per presentare una mozione in Consiglio Regionale chiedendo all'intera Aula di Palazzo D'Aimmo e alla delegazione parlamentare di alzare un muro di dissenso politico contro questa gravissima aggressione. Il Molise registra già uno dei più bassi tassi di occupazione femminile in Europa, eliminare i presidi di garanzia significa portare indietro le lancette della storia.
Chiediamo inoltre impegni precisi al Presidente e alla Giunta regionale: esprimere netta contrarietà allo schema di Decreto Legislativo in sede di Conferenza Stato-Regioni, proporre modifiche urgenti che prevedano un'articolazione territoriale con sedi regionali o presidi permanenti; garantire il rafforzamento delle funzioni attuali delle Consigliere e assicurare la continuità dei presidi territoriali molisani nelle more dell'entrata in vigore del nuovo assetto.
Sollecitiamo l'intero Consiglio ad un voto di coscienza per fermare questa deriva antistorica. Le donne meritano rispetto, non tagli e soprusi. "
Micaela Fanelli consigliera regionale Molise PD
Campobasso 7 marzo 20226