Avendo appreso dagli organi di stampa la decisione, già attuata, della Regione Molise e dell’ASREM di trasformare in CAL i Centri Dialisi di Larino e Venafro, questa associazione ne prende atto. Continuando a precisare che tale associazione interviene unicamente per il bene e la tutela dei pazienti, e non è suo costume fare battaglie ideologiche o di bandiera o personali nei confronti di chicchessia, ci permettiamo di rivolgere alle SS.LL. le nostre considerazioni in maniera rispettosa e civile La Segreteria Regionale ANED Abruzzo e Molise in primis accoglie con moderata soddisfazione la decisione della Regione Molise di dotare i 3 Ambiti Sociali di Zona di n. 3 pulmini per il trasporto dei disabili e dei dializzati che in caso in cui non abbiamo a disposizione il caregiver o il familiare per essere accompagnati nei centri dialisi, possono rivolgersi a tale servizio, per cui chiediamo agli Organi di Stampa di rilanciare la notizia per portarla a conoscenza dei pazienti della Regione.
Si tratta di un primo passo verso la risoluzione del problema. Tuttavia, invita ASREM e REGIONE MOLISE ad affrontare anche il caso dei pazienti che richiedano trasporto in ambulanza, e che per i pochi casi esistenti in Molise rimane un serio problema per le famiglie dei dializzati, considerando il fatto che in tutte le altre Regioni esso è assicurato dalle ASL secondo modalità precipue. Come appreso in maniera informale, essendo avvenuta già la trasformazione in CAL delle strutture già menzionate, questa associazione chiede, per il bene dei pazienti: a. Sia immediatamente fatto ai pazienti dei centri, come annunciato in conferenza stampa, lo screening medico per verificare quanti e quali degli attuali possano accedere al CAL e quanti abbiano bisogno di un trattamento in Centro Dialisi con presenza di un medico; b. Siano immediatamente eseguiti i lavori di sostituzione del vecchio impianto di osmosi di Venafro con l’impianto di Biosmosi (e anche ad Agnone), se è vero che i fondi sono stati già stanziati, onde poter effettuare trattamenti dialitici sicuri anche in HHD on line; c.
Sia dotato il CAL di Venafro, visto che quello di Larino già lo ha, del macchinario per l’Emogasanalisi, per verificare i parametri relativi dei pazienti in trattamento durante la seduta. d. Le macchine dell’emodialisi siano collegate in rete con le UOS di riferimento (a nostra conoscenza le Fresenius già lo sono nei singoli centri ma non sappiamo se in tutti) di modo che il medico possa intervenire su di esse anche da remoto, se l’infermiere non riesce, ed avere un quadro chiaro di tutti i parametri di seduta. e. Le indicazioni SIN prevedono che le postazioni di emodialisi dei CAL abbiano un’apparecchiatura per il per il monitoraggio cardiocircolatorio e pressorio: invitiamo l’azienda per il cardiocircolatorio a provvedere, essendo i macchinari per l’emodialisi già dotate per il controllo pressorio e del battito cardiaco; f.
Chiediamo, in base ai riscontri da noi avuti, che sia organizzato un corso intensivo di formazione specifico per gli infermieri che operano nei CAL, soprattutto ponendo attenzione alle tecniche e procedure per la venipuntura, posizionamento aghi, gestione dei CVC, disinfezione apparecchiature, conoscenza specifica dei macchinari e delle tecniche dialitiche (Fresenius, Dnipro, Braunn) e delle azioni da porre in essere per regolare i vari parametri durante la seduta, nonché le emergenze degli allarmi e loro risoluzioni, la formazione per la rianimazione cardiorespiratoria. Inoltre, il personale infermieristico dei CAL deve conseguire il diploma di BLS-D (basic life support defibrillatori). Ci aspettiamo che l’Azienda provveda. g. Sia assicurata la presenza del medico nefrologo in presenza una volta la settimana (anche per 1 solo turno), salvo necessità, e visite mensili dei pazienti. h. L’Azienda modifichi l’Atto Aziendale e ufficialmente emetta il provvedimento di riorganizzazione della Rete Nefrodialitica Regionale, che avrebbe dovuto essere recepito nel PPDTA sulla malattia renale della Regione (DCA 89/2025), ma non è stato fatto.
In merito al Centro Dialisi di Agnone, l’ANED ripete all’Azienda e alla Regione la sua contrarietà alla trasformazione dello stesso in CAL, anche perché lo stesso, insistendo in un’area disagiata con pazienti afferenti da Comuni ultraperiferici, con trasporti precari, dista ben 47 Km. dal Veneziale di Isernia e ben 66 Km. dal Cardarelli di Campobasso, con percorrenze simili intorno all’ora, per cui l’accesso del medico sarebbe complicato come anche i tempi per il 118 del trasporto del paziente presso questi ospedali, visto che è prevista la riconversione della struttura del P.O. Caracciolo in Ospedale di Comunità.
La nostra opinione è che, in base ai bisogni reali, questo centro rimanga collegato come gestione alla UOC di Nefrologia e Dialisi del Cardarelli. Tanto si doveva segnalare per il bene dei pazienti, sperando in relazioni future più proficue e cordiali. Distinti saluti,
IL SEGRETARIO REGIONALE ANED ILVICESEGRETARIOANED ABRUZZO E MOLISE ABRUZZO E MOLISE
Dott. Marina Stoppani Don Francesco Martino