Guglionesi ricorda Giulio Rivera a 48 anni dalla strage di via Fani

16/03/2026
Attualità
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GUGLIONESI. A quarantotto anni dalla strage di via Fani, Guglionesi rinnova il proprio abbraccio alla memoria di Giulio Rivera, il giovane agente di Polizia originario del paese molisano caduto il 16 marzo 1978 nell’agguato delle Brigate Rosse che costò la vita ai cinque uomini della scorta di Aldo Moro.

Ogni anno questa data riporta la comunità davanti a una ferita mai davvero rimarginata, trasformata col tempo in memoria condivisa, identità civile e dovere morale verso le nuove generazioni. TermoliOnline, negli anni passati, ha più volte raccontato questo legame profondo tra Guglionesi e il suo giovane servitore dello Stato, ricordando come il nome di Giulio Rivera resti inciso nella coscienza collettiva del territorio.

Rivera era il più giovane tra gli uomini della scorta. Aveva poco più di vent’anni, una vita davanti e un compito svolto con senso del dovere e fedeltà alle istituzioni. In via Fani, in una delle pagine più drammatiche della storia repubblicana, fu travolto insieme agli altri agenti da un attacco studiato con ferocia militare, mentre il presidente della Democrazia Cristiana veniva rapito.

Da allora, il suo sacrificio è diventato per Guglionesi non solo il ricordo di un figlio strappato troppo presto alla sua terra, ma anche il simbolo di uno Stato servito fino all’estremo. Quando si parla di Moro e di quella mattina del 1978, per i guglionesani il pensiero corre immediatamente a Giulio Rivera.

La commemorazione del quarantottesimo anniversario si inserisce in una tradizione di raccoglimento che unisce istituzioni, familiari, forze dell’ordine e cittadini. Negli anni le celebrazioni hanno avuto il tono sobrio e intenso delle occasioni che non hanno bisogno di enfasi: la visita al cimitero, la deposizione di fiori, la presenza della comunità, il richiamo ai valori del servizio, dell’onore e della memoria.

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