Roccavivara, la Devozione a San Giuseppe: benedizione dei pani e tredici pietanze della tradizione

Il paese si prepara al pranzo della Sacra Famiglia.

Mario Di Laudo
18/03/2025
Attualità
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Roccavivara si prepara a vivere uno dei momenti più significativi della vita comunitaria: nel pomeriggio di oggi, 18 marzo, nella Chiesa Madre di San Michele Arcangelo si terrà la benedizione dei pani, preludio alla Festa di San Giuseppe che si celebra domani, 19 marzo.

Le famiglie rocchesi preparano il Pasto di San Giuseppe, offerto alle “tre persone” simboliche della Sacra Famiglia, note in dialetto come “lu Vicchie” (San Giuseppe), “la Vecchia” (la Madonna) e “l’Angelille” (Gesù Bambino). La tradizione si distingue per la cura dei dettagli: i cesti destinati alla benedizione contengono quattro grandi pagnotte, una pagnotta più piccola e dolci tipici locali, coperti da tovaglie ricamate a mano.

Il Pasto di San Giuseppe
Il pranzo del 19 marzo comprende tredici pietanze, le principali a base di baccalà:

• Antipasto con fette d’arancia e zucchero

• Spaghetti al sugo di baccalà

• Riso al sugo di baccalà

• Baccalà al sugo

• Baccalà al forno con mollica di pane

• Ceci

• Fagioli

• Verdure

• Insalata mista

• Olive

• Finocchi

• Frutta

A completare il pasto, i dolci tipici locali, anch’essi parte integrante della tradizione:

Cille – specialità rocchese ripiena di mostocotto, noci e cioccolato; preparata per cerimonie e feste, con glassa decorativa nella versione del 1° maggio.

Cancelle - dolci morbidi, preparati versando l’impasto in uno stampo riscaldato, che conferisce loro la forma caratteristica.

Pashtarelle – tondeggianti e cotte al forno, simili a savoiardi.

Turcenille – intrecciati preparati con pasta lievitata e fritta.

Nòcche – fritti a base di pasta e zucchero.

Ogni cesto rappresenta una famiglia: i pani e i dolci, benedetti dal parroco, vengono poi distribuiti simbolicamente a lu Vicchie, la Vecchia e l’Angelille. Alcuni pani restano nelle case che hanno preparato il pasto per essere consumati durante il pranzo del giorno successivo.

Una tradizione di condivisione
In origine, erano le famiglie più facoltose a preparare il Pasto di San Giuseppe e a condividerlo con le famiglie meno abbienti e le persone più bisognose. Oggi, il gesto continua a rappresentare un momento di devozione e comunità, mantenendo viva la storia e l’identità della popolazione rocchese. I preparativi richiedono giorni di lavoro, coinvolgendo intere famiglie e rocchesi tornati in paese per l’occasione. Con la benedizione di oggi e il pranzo di domani, Roccavivara rinnova il proprio legame con le radici, rinnovando l’importanza della Festa di San Giuseppe per la comunità.

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