Trivento, una lettera del Santo Padre ricevuta all’indomani della sua morte

Mario Di Laudo
22/04/2025
Attualità
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Ci sono eventi che possono sembrare coincidenze, ma che assumono un significato più profondo. Il 22 aprile, a un giorno dalla scomparsa di Papa Francesco, ho ricevuto una sua lettera. Era la risposta a un messaggio che gli avevo scritto alcune settimane prima, in occasione delle sue dimissioni dal Policlinico Gemelli.

A scrivermi è stato monsignor Campisi, assessore per gli Affari Generali della Segreteria di Stato della Santa Sede. La risposta riporta: «Il Santo Padre Francesco ha gradito le cordiali espressioni di vicinanza e di augurio e, nel ringraziare per il gesto di affetto e per i sentimenti che l’hanno suggerito, volentieri invia la Benedizione Apostolica, pegno di pace e di ogni desiderato bene nel Signore.»

Parole semplici, ma significative, che oggi assumono un valore particolare. In esse ho colto riconoscenza e vicinanza, tratti che hanno sempre caratterizzato il suo pontificato. Nella mia lettera, datata 24 marzo, avevo voluto esprimere vicinanza e gratitudine per il suo servizio, anche nei giorni segnati dalla malattia. Scrivevo: «La Sua forza interiore e la Sua fiducia nella Provvidenza sono per noi un esempio. Anche nella sofferenza, continua a donarsi alla Chiesa e al mondo, testimoniando che il pastore non smette mai di prendersi cura del proprio gregge.»
Avevo richiamato anche un’immagine rimasta impressa nella memoria collettiva: la preghiera del 27 marzo 2020 in una Piazza San Pietro deserta, simbolo della sua presenza accanto all’umanità in un momento di grande difficoltà.

Ricevere questa risposta proprio il giorno successivo alla sua morte è stato un fatto che ho scelto di condividere, come testimonianza personale di un momento che porterò con me.

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