Trivento senza voce in Provincia, Farina attacca: “Abbiamo smesso di fare politica”

Maria Carosella
24/03/2026
Attualità
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«A Trivento non è mancata solo una candidatura per il rinnovo del Consiglio provinciale di Campobasso: è mancata la politica». È un giudizio netto, senza sfumature, quello di Tullio Farina, ex sindaco della città, che interviene alla vigilia di un appuntamento importante: le elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale di Campobasso, fissate per domenica 12 aprile 2026.

Un passaggio, però, segna plasticamente la situazione attuale: mentre la minoranza di centrodestra in Consiglio comunale ha avanzato la candidatura di Lorena Scarano, dalla maggioranza di centrosinistra non è arrivata alcuna proposta. Un’assenza che pesa, soprattutto alla luce della tradizione politica della città.

«Per decenni – ricorda Farina – la presenza di un nostro rappresentante non è mai stata in discussione. Dal 1970 in poi, ad ogni elezione provinciale, Trivento ha espresso figure autorevoli. Non era un caso, ma il frutto di una classe dirigente che lottava, che sapeva stare ai tavoli e difendere il territorio. Oggi questo non accade più».

Il punto, secondo l’ex primo cittadino, non è solo politico ma anche culturale. «Non è stata soltanto non ottenuta una candidatura: non è stata nemmeno proposta con forza. E questo è ancora più grave. Quando un territorio smette di rivendicare il proprio spazio, significa che ha perso peso, ma soprattutto consapevolezza».

Farina non risparmia critiche nemmeno all’attuale assetto politico provinciale. «La Provincia, oggi guidata dal centrosinistra, non si preoccupa certo di garantire rappresentanza a chi non la pretende. Ma la responsabilità principale è nostra. Dobbiamo chiederci se abbiamo ancora la forza e l’autorevolezza per farci rispettare. E la risposta, purtroppo, è nei fatti».

Nel suo intervento emerge anche un forte richiamo alla stagione politica del passato. «C’erano uomini come Spartaco Porfirio, Nicolino Pavone, Antonio Liberatore, Pasquale Delisa, Sandro Vasile, Felice Molinaro. Persone che, al di là delle appartenenze, avevano un obiettivo chiaro: garantire rappresentanza a Trivento. Oggi, invece, prevalgono logiche diverse, più deboli, più personali».

L’ex sindaco allarga poi lo sguardo a un episodio recente che, a suo avviso, fotografa bene lo stato attuale della politica locale: il referendum 2026 sulla giustizia. «A Trivento il “Sì” ha vinto nettamente, in tutte le sezioni tranne una. Un segnale politico chiaro, che meritava attenzione e approfondimento. E invece nulla. Nessuna iniziativa per informare i cittadini, nessun momento di confronto sul merito dei quesiti».

Una mancanza che, secondo Farina, evidenzia un problema più profondo. «La politica oggi è assente. Anche quando i cittadini si esprimono con chiarezza, non c’è chi interpreta, chi guida, chi prova a costruire qualcosa. Ci si limita a osservare, quando non si ignora del tutto».

Il rischio, conclude, è evidente: «Trivento sta perdendo il suo ruolo centrale nell’area trignina. Non perché manchino le capacità o la storia, ma perché manca l’iniziativa politica. E la rappresentanza, è bene ricordarlo, non viene concessa: si conquista. Ma per farlo bisogna tornare a fare politica, quella vera».

 

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