Giornalisti in sciopero il 27 marzo per il rinnovo del contratto nazionale, escluse testate web e tv locali

26/03/2026
Attualità
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            Il 27 marzo i giornalisti italiani tornano a scioperare per sollecitare la Federazione degli editori a rinnovare il contratto di lavoro scaduto nel 2016. La mobilitazione riguarda i quotidiani, i periodici, le agenzie di stampa, le testate online e le radio e televisioni a diffusione nazionale che applicano il contratto di lavoro Fnsi - Fieg. Restano escluse le Tv private e le testate online locali, che hanno contratti di lavoro diversi, anche se sottoscritti dalla Federazione nazionale della Stampa.

            I giornalisti scioperano contro la chiusura degli editori della Fieg alle richieste avanzate dal tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da 10 anni, richieste che riguardano sia i lavoratori dipendenti sia i colleghi autonomi, per i quali è necessario e urgente stabilire l’equo compenso. Il giornalismo riveste un ruolo costituzionale nell'ordinamento democratico del nostro Paese e per questo rivendica dignità per i lavoratori e il giusto riconoscimento economico, anche in ragione del recupero dell’inflazione.

I giornalisti hanno bisogno di un contratto da cui dipende un'informazione libera, autonoma e autorevole nei confronti dei cittadini, ai quali, altrimenti, rimarrebbero solo notizie manipolate dai grandi colossi del web. Accanto a questo tema cruciale della professione, restano irrisolti altri aspetti, altrettanto delicati e importanti per rilanciare e tutelare il ruolo dell’informazione. La categoria è sotto pressione anche per gli attacchi della politica e per le querele temerarie, perché chi ricorre in tribunale non paga nulla in caso di soccombenza. Per il Molise, infine, la vertenza dei giornalisti ha al centro la Legge a favore dell’editoria. Quella varata nel 2015 evidenzia crepe e distonie evidenti che devono essere al più presto superate. Il giornalismo professionale e di qualità è una componente essenziale di un Paese democratico e moderno. Difenderlo è interesse di tutti.

 

 

Campobasso, 26 marzo 2026

                                                                                                                                 Giuseppe Di Pietro

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