Alluvione in Molise, la Cgil: “Il territorio crolla, la politica faccia esame di coscienza”

03/04/2026
Attualità
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CAMPOBASSO, 3 aprile - "Il Basso Molise è in ginocchio. Questo è il momento della solidarietà e di rimboccarsi le maniche per provare a rimettere in piedi le macerie di quel che resta di un territorio martoriato e del suo tessuto economico e produttivo. Ma le immagini che arrivano da Termoli, Campomarino, Montenero di Bisaccia e dall'intera valle del Trigno non sono solo il ritratto di un evento atmosferico avverso, bensì la fotografia cruda di un territorio fragile, abbandonato e vittima di una cronica mancanza di manutenzione". Lo affermano il segretario generale della Cgil Abruzzo Molise, Carmine Ranieri, e quello della Camera del Lavoro Territoriale del Molise, Paolo De Socio.

"Esprimiamo innanzitutto vicinanza e piena solidarietà alle famiglie evacuate, agli agricoltori che hanno perso il raccolto, agli imprenditori che saranno costretti a fermare attività che già operavano a corrente alternata – affermano i due segretari - Il pensiero della Cgil va anche agli operatori della Protezione Civile, ai Vigili del Fuoco e ai volontari ininterrottamente al lavoro per tamponare le prime emergenze. Tuttavia, di fronte al crollo del ponte sulla Ss16 Adriatica, struttura peraltro di recente oggetto di interventi, e all'esondazione dei fiumi con le dighe al limite, non possiamo più parlare solo di fatalità. Non è accettabile che nel 2026, con allerte rosse diramate per tempo, il Molise si trovi ancora in balia degli eventi".

"Dov'era la prevenzione? - si chiedono - I fiumi e i torrenti necessitano di dragaggio costante, non di interventi spot solo dopo la tragedia. Il bacino del Liscione e il Trigno mostrano criticità che la politica regionale conosce da decenni. La gestione della viabilità e il piano delle infrastrutture sono cose che vanno programmate: il Basso Molise è isolato, con strade provinciali franate e la statale interrotta. La sicurezza dei cittadini deve essere la priorità, non la gestione dell'emergenza a disastro avvenuto".

La Cgil sottolinea quindi la necessità di "un piano straordinario di manutenzione idrogeologica che parta domani, non alla prossima allerta. Piuttosto che lanciarsi in opere faraoniche dannose - dicono i due sindacalisti - il Governo nazionale si impegni a mettere in sicurezza il territorio e le infrastrutture. Responsabilità politica significa prevenire, non contare i danni. Il Molise - concludono Ranieri e De Socio - merita sicurezza e rispetto, non solo solidarietà postuma".

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