Una giornata intensa e carica di significato quella che ha segnato l’arrivo del Festival del Diritto ad Agnone, tappa conclusiva di un percorso dedicato ai temi della legalità, della memoria e della partecipazione civica. Al Palazzetto dello Sport, gremito anche dalle scolaresche agnonesi, si sono riuniti studenti, istituzioni e rappresentanti del mondo culturale per un momento di confronto e testimonianza.
Tra gli interventi più toccanti, quello di Maurizio Patriciello, da anni in prima linea nella lotta contro l’illegalità e il degrado ambientale nella cosiddetta “Terra dei Fuochi”. Il sacerdote ha saputo catturare l’attenzione dei presenti raccontando la drammatica storia del piccolo Giuseppe Di Matteo, sequestrato e ucciso dalla mafia nel 1996. Un racconto che ha suscitato profonda commozione e silenzio tra il pubblico, in particolare tra i più giovani.
Don Patriciello ha lanciato un appello forte e chiaro: non dimenticare. Ha invitato le comunità a dedicare luoghi e simboli alla memoria del piccolo Giuseppe, affinché il suo sacrificio resti vivo nelle coscienze. Un invito raccolto immediatamente dal sindaco di Agnone, Daniele Saia, che ha annunciato l’intitolazione del Palazzetto dello Sport proprio a Giuseppe Di Matteo.
La mattinata ha visto anche la partecipazione di personalità di rilievo come Simona Dalla Chiesa, il generale Antonino Neosi, il cardinale Francesco Coccopalmerio, l’ambasciatrice Majlinda Frangaj e il maestro Valerio Aspromonte. Particolarmente significativo anche il ricordo del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, simbolo della lotta alla criminalità organizzata.
La Pontificia Fonderia Marinelli si conferma protagonista anche sul piano culturale e simbolico, affiancando l’iniziativa in qualità di sponsor e contribuendo con un riconoscimento di grande valore artistico.
In occasione dell’evento, la fonderia ha infatti donato una targa commemorativa e già in precedenza aveva realizzato e consegnato il premio speciale “Albero della Giustizia”: una scultura in bronzo firmata da Ettore Marinelli, esponente della storica famiglia di fonditori agnonesi.
L’opera rappresenta un forte simbolo dei valori promossi dal Festival — giustizia, pace e salvaguardia del Creato — ed è in linea con la tradizione della fonderia, tra le più antiche al mondo ancora attive, nota a livello internazionale per la produzione di campane e opere artistiche in bronzo, molte delle quali destinate anche al Vaticano.
La giornata si concluderà con la Santa Messa nella Cattedrale Maria SS. di Costantinopoli, aperta a tutta la comunità, come momento di raccoglimento e riflessione finale per un’edizione del Festival che ha lasciato un segno profondo.