Si parla di stop alle prenotazioni per le radiografie e blocco dei ricoveri. I commissari hanno approvato il nuovo piano per la sanità, ma i cittadini temono che lo smantellamento sia già iniziato nei fatti, I sindaci preparano il ricorso al TAR.
Il 26 febbraio 2026, i commissari straordinari della sanità molisana (Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo) hanno firmato un documento ufficiale: il Programma Operativo 2026-2028. Questo piano serve a riorganizzare gli ospedali per risparmiare e per ricevere dallo Stato un aiuto economico di 45 milioni di euro all'anno per pagare i vecchi debiti della sanità.
La preoccupazione più grande riguarda le aree interne e di montagna:
L'Ospedale "San Francesco Caracciolo" di Agnone rischia di perdere il suo ruolo di ospedale vero e proprio (per zone disagiate) e di essere trasformato in un "Ospedale di Comunità", una struttura più piccola che ospita solo malati leggeri e ricoveri brevi.
In paese si denuncia il fatto che nel reparto di Medicina di Agnone non si accettino più nuovi pazienti (al momento ci sarebbero solo tre ricoverati).
Esami bloccati: Sia ad Agnone che all'Ospedale "Veneziale" di Isernia sembrerebbe impossibile prenotare esami radiologici (come radiografie o TAC) per vie informali, cioè senza che ci sia ancora un ordine scritto.
Meno medici: Ad ora non sono stati rinnovati i contratti ai medici già andati in pensione che continuavano a lavorare per coprire i turni scoperti.
La paura della popolazione è che, prima ancora di applicare la legge, si stiano svuotando gli ospedali dall'interno per poi dire: "Ormai non ci sono più pazienti e medici, quindi dobbiamo chiudere". Dall'altra parte, la struttura che gestisce la sanità si difende dicendo che mancano proprio i medici e che i servizi si fermano per la carenza di personale, non per un dispetto.
L'ex assessore alla sanità del comune di Agnone, Di Nucci ha cosi commentato: Verrà data applicazione ai Decreto dei Commissari Bonamico e Di Giacomo che prevede la chiusura dell' Ospedale di Area Disagiata e la sua riconversione in Ospedale di Comunità. Cosa che stiamo cercando di bloccare con un ricorso legale al Tar con la partecipazione di tutti i Comuni della SNAI e dell' Abruzzo confinante.
Dobbiamo ringraziare chi ha designato i commissari che da 17 anni, non c' e' stata una programmazione e organizzazione sanitaria per una piccolissima regione con milioni euro spesi. Si sta distruggendo il SSN a favore del privato"
I sindaci del territorio non ci stanno e hanno deciso di fare squadra. Stanno preparando un ricorso al TAR (il tribunale amministrativo) per bloccare questo piano e difendere il diritto alla salute dei cittadini. C'è tempo fino al 30 giugno per presentare le carte del ricorso e fermare quello che la popolazione considera un ingiusto smantellamento.