Campobasso, Responsible Research Hospital presenta il piano di sviluppo

La struttura punta a diventare punto di riferimento per l’oncologia e la salute della donna in Molise e nel Centro-Sud.

01/07/2026
Attualità
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Un ospedale cresce quando investe contemporaneamente in tre elementi: persone, tecnologie e capacità di lavorare insieme. È questa la visione che guida il cambiamento e quanto è stato presentato oggi nel corso di una conferenza stampa al Responsible Research Hospital che ha illustrato gli investimenti realizzati negli ultimi mesi e il progetto di sviluppo che punta a fare della struttura un punto di riferimento per l’oncologia e la salute della donna non solo per il Molise, ma anche per i territori limitrofi del Centro-Sud. 

Ad aprire i lavori è stato il professor Francesco Cosentino, ordinario di Ostetricia e Ginecologia dell’Università degli Studi del Molise e direttore della Scuola di Specializzazione e del Dipartimento di Oncologia, che ha illustrato la visione del nuovo progetto “Benessere Donna”, uno dei pilastri strategici del Responsible Research Hospital. «La donna non deve più essere costretta a spostarsi tra reparti e specialisti diversi: è l’ospedale che deve costruire intorno a lei un percorso di cura unitario», ha spiegato Cosentino.
Il progetto prevede una presa in carico della salute femminile in tutte le fasi della vita, integrando ginecologia, senologia, oncologia ginecologica, prevenzione, screening, diagnosi precoce e follow-up in un unico modello assistenziale multidisciplinare.
Particolare attenzione sarà dedicata anche all’endometriosi e alla medicina della prevenzione, con l’obiettivo di intercettare precocemente le patologie e migliorare la qualità della vita delle pazienti. Un’offerta sanitaria destinata non soltanto alle donne molisane, ma capace di attrarre pazienti dalle regioni limitrofe grazie all’integrazione tra competenze professionali, tecnologie avanzate e organizzazione multidisciplinare.

Nel corso dell’intervento il professor Cosentino ha inoltre presentato il nuovo Direttore della U.O.C. di Oncologia, dottor Antonio Febbraro, che contribuirà al rafforzamento dell’offerta oncologica della struttura e all’implementazione dei progetti di ricerca. RRH è oggi l’unico ospedale del Mezzogiorno italiano che dispone della piattaforma Da Vinci 5, e su questo si è soffermato il dottor Graziano Pernazza, direttore della U.O.C. di Oncologia Chirurgica Robotica Avanzata.
«Solo quattro gli ospedali italiani dotati della piattaforma Da Vinci 5, una tecnologia che rappresenta un ulteriore salto di qualità» Pernazza ha spiegato come la chirurgia robotica restituisca al chirurgo precisione, visione tridimensionale e maggiore sicurezza, aprendo nuove prospettive anche nella formazione grazie ai sistemi di simulazione e alle applicazioni dell’intelligenza artificiale. Ha inoltre illustrato l’organizzazione dell’équipe multidisciplinare, articolata per aree di alta specializzazione dedicate a stomaco, fegato, pancreas, colon-retto e mammella. Sono già circa 150 gli interventi eseguiti con chirurgia robotica avanzata, un’attività che consente a un numero sempre maggiore di pazienti di ricevere cure altamente specialistiche senza dover lasciare il Molise.
Ampio spazio è stato dedicato anche all’innovazione diagnostica. Il professor Francesco Deodato, direttore del Dipartimento dei Servizi e Laboratori e della Radioterapia Oncologica, ha presentato il nuovo sistema Mammotome per le biopsie stereotassiche e la mammografia con mezzo di contrasto, tecnologia unica in Molise che rappresenta, in numerosi casi clinici, una valida alternativa alla risonanza magnetica. Questo è stato dettagliatamente descritto dalla Dott.ssa Eleonora Cucci, senologa del RRH, che ne ha illustrato i benefici per le pazienti. «Più che di innovazione dobbiamo parlare di precisione diagnostica e terapeutica», ha sottolineato Deodato. Disporre di strumenti diagnostici sempre più accurati significa costruire percorsi terapeutici personalizzati e aumentare l’efficacia delle cure, grazie al costante confronto multidisciplinare tra specialisti. Il direttore sanitario Giovanni Guglielmucci ha ricordato come la qualità di un ospedale sia il risultato dell’integrazione tra competenze professionali, organizzazione e innovazione, presentando il nuovo responsabile delle Professioni Sanitarie del RRH, dottor Alessandro Spano. Un contributo di particolare rilievo è stato quello del professor Francesco Schittulli, Presidente Nazionale della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, che ha richiamato il valore del sapere, della prevenzione e della capacità di lavorare in squadra, indicando nell’empatia e nella comunicazione due elementi imprescindibili della medicina contemporanea.
“Come mi capita spesso di dire quando mi trovo in luoghi d’eccellenza come il Responsible, siamo in presenza di realtà in cui sapere e saper fare convivono concretamente. Dobbiamo però imparare a far conoscere meglio ciò che siamo capaci di fare, per offrire risposte di salute non solo ai cittadini molisani, ma a tutti quelli del Mezzogiorno”.

Il presidente del Responsible Research Hospital, Dott. Stefano Petracca, ha ripercorso le difficoltà superate e gli investimenti realizzati negli ultimi anni, sottolineando come il rafforzamento delle professionalità, l’acquisizione delle più moderne tecnologie e lo sviluppo di nuovi modelli organizzativi rappresentino la strategia con cui il RRH intende offrire ai cittadini un’assistenza d’eccellenza. La conferenza ha restituito l’immagine di una struttura che guarda oltre il semplice potenziamento tecnologico, proponendo un modello di sanità fondato sull’integrazione tra assistenza, ricerca, formazione universitaria e innovazione organizzativa. Una visione che punta a consolidare il Responsible Research Hospital come polo sanitario di riferimento per il Molise e per un bacino sempre più ampio di pazienti provenienti dall’Italia centro-meridionale. 
A chiudere i lavori è stato il Magnifico Rettore dell'Università degli Studi del Molise, Giuseppe Peter Vanoli, che ha ribadito il valore strategico della collaborazione tra l'Ateneo, il Responsible Research Hospital e l'intero sistema sanitario regionale, sottolineando come la sinergia tra istituzioni rappresenti un elemento imprescindibile per affrontare le sfide della sanità, della ricerca e della formazione. 
«L'Università degli Studi del Molise, nel pieno rispetto di tutti gli attori coinvolti, è impegnata a contribuire alla costruzione di un sistema integrato in cui assistenza, ricerca e formazione procedano insieme. Disponiamo di un patrimonio umano, professionale, tecnologico e strutturale di grande valore che non può e non deve essere disperso. Se è vero che non ha senso duplicare i servizi, ancora meno ha senso farlo in una realtà come il Molise. Dobbiamo mettere a sistema competenze, esperienze e risorse, perché è questa la strada che genera valore per il territorio e, soprattutto, pone al centro la salute della persona, garantendo ai pazienti percorsi di cura sempre più qualificati, innovativi ed efficaci».
Il Rettore ha quindi richiamato le numerose collaborazioni già attive tra l'Università degli Studi del Molise e le strutture del Servizio Sanitario Regionale, evidenziando come il dialogo costante tra mondo accademico e realtà assistenziali abbia consentito negli anni di sviluppare percorsi condivisi nell'ambito della formazione dei professionisti sanitari e della ricerca clinica.  Con riferimento alle nuove attività presentate dal Dipartimento Oncologico, il Rettore Vanoli  ha confermato la disponibilità dell'Ateneo a consolidare ulteriormente la collaborazione con il Responsible Research Hospital, rafforzando le iniziative congiunte nel campo della formazione medica e della ricerca scientifica d’avanguardia.

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