Riceviamo e pubblichiamo
La redazione di Altomolise.net precisa che la lettera aperta è stata pubblicata quale testimonianza ricevuta da un partecipante alla manifestazione. La stessa lettera e' stata inviata al sindaco di Agnone Daniele Saia, via PEC
Come già specificato nella pubblicazione, la redazione non ha assistito ai fatti descritti e non ha pertanto potuto verificarne direttamente la ricostruzione, invitando gli organizzatori a fornire la propria versione.
La pubblicazione della lettera non rappresentava quindi una ricostruzione autonoma della testata, né un'avallazione dei contenuti espressi dall'autore. Altomolise.net non può pertanto rettificare contenuti riconducibili a un autore diverso dalla redazione, mentre garantisce agli organizzatori il diritto di esporre la propria versione dei fatti.
La redazione di Altomolise.net
Diseguito la replica dell'Associazione La Repubblica di Maiella alla lettera aperta pubblicata nei giorni scorsi.
Spett.redazione
di altomolise.net
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Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 8 della Legge 8 febbraio 1948, n. 47 (“Disposizioni sulla stampa”), si chiede la pubblicazione della presente rettifica in relazione all’articolo dal titolo: “Agnone, la lettera aperta sulla Notte di San Lorenzo: «Questa la nostra versione dei fatti». Gli organizzatori replicano: «Ricostruzione diversa»”, pubblicato da Altomolise.net in data 12 agosto 2026.
Gentile Direttore,
apprendiamo dalla testata che dirige di una ricostruzione dei fatti relativi alla serata del 10 agosto, in occasione della Notte di San Lorenzo organizzata nel rione Maiella, che riteniamo profondamente fuorviante e, in alcuni passaggi, lontana dalla realtà di quanto realmente accaduto.
Ci dispiace doverlo sottolineare, ma la sensazione è che, più che raccontare una serata di festa, si sia cercato di costruire un caso ai danni della nostra associazione, mettendo insieme episodi, giudizi e circostanze che non corrispondono alla realtà dei fatti.
Per questo riteniamo doveroso fare chiarezza, non per alimentare una polemica che non ci appartiene, ma per rispetto nei confronti delle tante persone che, anche quest’anno, hanno scelto di partecipare alla nostra iniziativa.
La Repubblica di Maiella è un’associazione composta da volontari che, negli ultimi anni, hanno dedicato tempo, energie e anche risorse personali alla valorizzazione del rione, delle sue tradizioni, della sua storia e, più in generale, di Agnone. Lo abbiamo fatto organizzando iniziative culturali, momenti di aggregazione, attività sociali e manifestazioni che hanno sempre avuto come unico obiettivo quello di far vivere il territorio.
La Notte di San Lorenzo del 10 agosto era, semplicemente, una manifestazione di rione, organizzata con i mezzi e le possibilità di un’associazione di volontariato. Non una grande manifestazione commerciale, non un evento costruito con strutture e personale professionale, ma una serata nata dalla voglia di stare insieme e di offrire un momento di convivialità.
Per l'occasione erano stati predisposti tavoli e panche, alcuni dei quali prenotabili preventivamente. Una scelta organizzativa assolutamente normale, resa necessaria anche dal fatto che disponiamo di un numero limitato di strutture e che, come è facilmente comprensibile, non abbiamo la sfera di cristallo per sapere in anticipo quante persone arriveranno.
E proprio qui sta uno degli aspetti che la ricostruzione pubblicata sembra dimenticare: la partecipazione è stata molto superiore alle nostre aspettative. Abbiamo accolto un numero di persone decisamente maggiore rispetto a quello che avevamo preventivato.
Questo può aver creato qualche difficoltà organizzativa? Certamente sì. Siamo volontari e, come tutti, possiamo commettere qualche errore o trovarci a gestire situazioni impreviste. Ma trasformare una difficoltà logistica in una presunta dimostrazione di arroganza, maleducazione e addirittura di mancanza di rispetto verso le persone con disabilità è un'altra cosa.
E su questo punto siamo categorici: respingiamo con forza l'accusa di aver negato un posto a sedere a una persona disabile o di aver assunto comportamenti discriminatori nei suoi confronti. Non appartiene al nostro modo di essere, né alla storia della nostra associazione.
Anzi, proprio nel corso della serata, di fronte alle difficoltà che si erano create, ci siamo attivati per trovare una soluzione e consentire agli ospiti di poter usufruire di un appoggio. Raccontare questo episodio come il recupero di un “banchetto di fortuna” per far tacere qualcuno significa semplicemente attribuire alle nostre intenzioni qualcosa che non è mai esistito.
Così come non corrisponde alla realtà descrivere i volontari dell'associazione come persone che, per tutta la serata, avrebbero risposto con arroganza e aggressività alle legittime rimostranze dei presenti.
Se qualche incomprensione c'è stata, ce ne dispiace. Se qualche servizio non è stato all'altezza delle aspettative, possiamo prenderne atto e farne tesoro. Ma una cosa è segnalare un disservizio, altra cosa è trasformare una serata di volontariato in un processo pubblico all'associazione.
Ancora più grave è il riferimento a presunte minacce e alla frase “prendermi a ceffoni”. Su questo punto non possiamo che essere altrettanto netti: la ricostruzione proposta non rappresenta il modo in cui l'associazione ha gestito la serata, e riteniamo doveroso che accuse di questa gravità siano sostenute da fatti precisi e verificabili, non semplicemente affidate al racconto di una delle parti.
Ci permettiamo, inoltre, una piccola considerazione: se davvero la nostra intenzione fosse stata quella di “non aspettarci che venisse gente”, come viene riportato nella lettera, dovremmo evidentemente essere degli organizzatori piuttosto singolari. Perché abbiamo passato giorni a preparare la serata, predisporre il necessario, organizzare il servizio e lavorare per accogliere quante più persone possibile.
La verità, molto più semplicemente, è che è arrivata tanta gente. Più di quanto avessimo previsto. E per noi questo è motivo di soddisfazione, non certo di fastidio.
Siamo perfettamente consapevoli che organizzare eventi significa anche sapersi confrontare con le critiche. Le accettiamo, quando sono costruttive e fondate. Quello che non possiamo accettare è che una difficoltà organizzativa venga utilizzata per mettere in discussione anni di impegno e di attività svolta gratuitamente dai nostri volontari.
La gente di Agnone ci conosce. Conosce il nostro impegno e lo dimostra con la partecipazione e con l'affetto che continua a riservarci ogni volta che proponiamo un'iniziativa, grande o piccola che sia.
Non abbiamo la pretesa di essere infallibili. Abbiamo però la certezza di essere volontari che fanno del proprio meglio per il proprio paese.
Ed è proprio per questo che, di fronte a una ricostruzione che riteniamo ingenerosa e profondamente distante da quanto accaduto, preferiamo rispondere con i fatti e, perché no, anche con un sorriso.
Del resto, come ricordava Papa Francesco, “il sorriso è una carezza”.
E noi, a chi ha scelto di raccontare questa serata in maniera tanto diversa da come l'abbiamo vissuta, quella carezza la restituiamo volentieri.
Certo di un riscontro positivo alla presente e a nome dell’intera associazione, porgo i migliori saluti.
Agnone, 13 Agosto 2026
Il Presidente e i Soci dell’Associazione
‘La Repubblica di Maiella’