Le campane della memoria: “Tre, quattro, cinque, uno” di Enzo Delli Quadri

15/08/2026
Arte
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Tre, quattro, cinque, uno è una poesia di Enzo Delli Quadri che, attraverso il suono antico delle campane, richiama alla memoria un mondo fatto di gesti semplici, fede e tradizioni condivise. I rintocchi scandiscono il tempo e custodiscono significati profondi, ma nel finale nasce una domanda: siamo noi ad essere cambiati, mentre le campane continuano a parlare? Una poesia delicata e suggestiva, che invita a fermarsi e ad ascoltare ciò che spesso, nella fretta dei nostri giorni, non sappiamo più sentire.

Buon Ferragosto

Tre, quattro, cinque, uno
di Enzo Delli Quadri

Quando il sole sfiora i tetti,
le campane danno voce.
L’aria fresca porta il suono,
tra le case ancora chiuse.

Tre rintocchi, lenti, chiari:
Carità, Speranza e Fede.
Quattro colpi, ben scanditi:
le virtù del buon cammino*.

Cinque colpi, più profondi,
per le piaghe del Signore.
Poi, nell’aria, resta solo
un rintocco: Trinità.

Si schiudevan le finestre,
si accendevano i camini,
un saluto sulla porta,
poi ciascuno al suo destino.

Le campane ancora suonano,
ora e allora, sempre alle sette.
Tre, poi quattro, cinque ed uno:
ma chi. adesso, sta all’ascolto?

Forse il suono è sempre quello,
forse siam cambiati noi.
Loro parlano ogni giorno.
Noi passiam ma non sentiamo.

____
* le quattro virtù cardinali: 
Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza.

Enzo C. Delli Quadri
Molisano di Agnone, già Manager di tante imprese, sempre legato al suo Paese, mai ha fatto mancare il suo apporto ad attività culturali, sportive, economiche, politiche. Sua la produzione, da autore ed editore, della Collana di 11 libri "Tesori dell'Altosannio".

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