In Capracotta d’un tempo, Ugo D’Onofrio affida alla memoria il compito di custodire un mondo lontano, fatto di montagne, neve, giochi d’infanzia e cieli limpidi, ma anche segnato dalle ferite della guerra e dall’esperienza dell’esilio. PH: Capracotta vista da sud (foto: M. D'Andrea).
Il paesaggio di Capracotta diventa così molto più di un luogo: è una patria dell’anima, dove il ricordo personale si intreccia con quello collettivo. Le immagini semplici e luminose dell’infanzia convivono con il rumore delle bombe e dei cannoni, fino alla fragile speranza di una pace ritrovata.
La poesia si chiude con un’invocazione al cielo del paese natale: un desiderio di tornare, almeno attraverso il ricordo, a quella terra amata, fino a confondersi con il suo stesso dolore e con la sua bellezza.
È una poesia della memoria, dunque, ma anche dell’appartenenza: il passato non viene soltanto ricordato, viene rivissuto e consegnato alle parole perché non vada perduto.
CAPRACOTTA D’UN TEMPO
Bianche montagne senza tempo
illuminate dal sole
caldo dell ’estate;
orizzonti appena percepiti
attraverso la calura
che lo sguardo stupito scompone;
un corpo che l ’erba
calpesta nel ricordo
della primissima infanzia;
al di sotto la vallata del Sangro
ancora con rumore di bombe
e tuono di cannoni;
valanghe di neve
create dallo sforzo orgoglioso
di bambini intenti alla méta;
creature innocenti che corrono
sulla coltre immacolata,
le braccia distese per la “foto”;
anni di gioia prima dell ’esilio,
sofferenze d ’assurda distruzione
fino a parvenza di pace ritrovata.
Cielo del mio paese,
sereno e trasparente,
sublìmami nell ’azzurro,
fà che io diventi
una goccia del tuo pianto!
Ugo D’Onofrio
Agnone, lì 11 agosto 2026
Ugo D’Onofrio è nato a Capracotta nel 1940 e si è trasferito giovanissimo, all’età di sette anni, ad Agnone. Magistrato togato presso il Tribunale di Campobasso, ha affiancato alla carriera giuridica una profonda passione per la letteratura, distinguendosi come poeta e scrittore. Il suo romanzo Oltre l’alba delle nebbie si è classificato tra i finalisti del prestigioso Premio Letterario Internazionale “Mario Luzi” 2022-23 nella sezione narrativa.