Popoli e sette, tra coscienza individuale e responsabilità collettiva: la poesia di Enzo Delli Quadri

Enzo Delli Quadri
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20/09/2026
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Popoli e Sette 

Popoli e sette è una poesia  di Enzo Delli Quadri che invita a distinguere con chiarezza tra popolo e setta. Un popolo è fatto di milioni di coscienze, storie e sensibilità diverse; non può essere giudicato in blocco. Le sette, invece, si riconoscono per un'adesione ideologica e identitaria che può rendere i loro membri corresponsabili delle scelte del gruppo. 

Tra le sette conosciute, aggiungerei alcuni movimenti politici italiani europei mondiali.

 

Popoli e Sette 


Non fate d'un sol volto


l'immagine d'un popolo;

le genti sono un mare

di voci e di coscienze.

C'è chi resiste al male,

chi piega la sua testa;

chi paga col silenzio,

chi sfida la tempesta.

Un capo passa e muta,

il popolo rimane;

nei secoli le voci

non parlan mai insieme.

Un trono dura un giorno,

un popolo millenni;

nessuno può rinchiuderlo

nel pugno d'un potente.

L'Italia e la Germania,

la Russia d'ogni tempo,

conobbero il consenso,

ma pure il suo dissenso.

Non dire dunque mai:

«Colpevole è un popolo»;

la colpa porta un nome,

ha sempre un volto umano.

Così ogni nazione

non vive d'una voce;

c'è chi sostiene il Capo,

chi contro invece invoca.

C'è chi condanna il sangue,

chi ancora guerra vuole;

non puoi legare un popolo

a ciò che un Capo impone.

Diversa, i ver, è la setta:

pretende un solo credo,

non tollera il dissenso,

non lascia spazio al dubbio.

La setta vuole il gregge,

non uomini pensanti,
la setta cerca l'eco

di una sola voce.

Biasimiam chi comanda,

chi semina violenza;

biasimiam chi l'approva

con libera coscienza.

Lasciamo fuori i popoli

dall'odio e dal disprezzo:

le colpe han un sol volto,

i popoli milioni.

Chi li confonde insieme

non rende mai giustizia:

condanna una coscienza,

non tutta una nazione.
 
Enzo Delli Quadri
 
Enzo C. Delli Quadri
Molisano di Agnone, già Manager di tante imprese, sempre legato al suo Paese, mai ha fatto mancare il suo apporto ad attività culturali, sportive, economiche, politiche. Sua la produzione, da autore ed editore, della Collana di 11  libri "Tesori dell'Altosannio". 
 
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