SAN PIETRO AVELLANA – La mancata apertura della scuola di San Pietro Avellana riaccende il confronto politico. La sindaca Simona De Caprio interviene per chiarire la posizione dell’amministrazione comunale, sostenendo che la situazione sia conseguenza della scelta di quattro famiglie e, più in generale, del progressivo calo demografico che interessa i piccoli centri delle aree interne.
Quattro bambini del paese sono stati infatti iscritti dalle famiglie alla scuola dell’infanzia e primaria di Ateleta, con l’obiettivo di consentire loro di frequentare classi più numerose e avere maggiori occasioni di socializzazione. Successivamente il Provveditorato ha disposto la chiusura della scuola.
«È stata una scelta delle famiglie, che rispetto e comprendo», afferma De Caprio, respingendo le accuse di responsabilità rivolte all’amministrazione.
Il Comune, dopo le iscrizioni ad Ateleta, si è occupato del problema del trasporto. In attesa della consegna del nuovo scuolabus, prevista secondo l’amministrazione entro gennaio, è stato messo temporaneamente a disposizione un mezzo del vicino Comune di Sant’Angelo del Pesco.
Per la sindaca la vicenda deve essere letta soprattutto nel quadro della denatalità e dello spopolamento, fenomeni che stanno mettendo in difficoltà numerosi piccoli Comuni molisani. «Lo spopolamento non si combatte con un post su Facebook», osserva De Caprio, invitando a concentrare il confronto sulle possibili soluzioni.
Nel corso dell’incontro l’amministrazione ha risposto anche alle critiche dell’ex sindaco Francesco Lombardi. Il vicesindaco Peppino Carlini ha richiamato la sua partecipazione alle sedute consiliari, sostenendo che prima dell’esclusione dal Consiglio per incompatibilità avrebbe fatto registrare circa il 70 per cento di assenze.
Sono state affrontate anche altre questioni locali, dal vivaio forestale al bosco di Sant’Amico, fino alla Casa Famiglia, sulle quali l’attuale amministrazione ha contestato alcune ricostruzioni e critiche provenienti dall’opposizione.
De Caprio conclude tornando sulla scuola e chiedendo che la decisione delle famiglie non diventi terreno di scontro politico: «Hanno compiuto una scelta che ritenevano giusta per i propri figli e noi la rispettiamo». Per l’amministrazione, la priorità resta affrontare le conseguenze dello spopolamento e cercare soluzioni per mantenere i servizi in una comunità sempre più piccola.