Il rito di ottobre ad Agnone: i compagni della II Elementare del ’57 si ritrovano dopo 70 anni

Maria Carosella
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04/10/2026
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Attualità
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Agnone – Settant’anni sono passati, ma il tempo non ha scalfito il legame che unì quindici bambini della seconda elementare dell’anno scolastico 1957-58. Quel legame, nato tra i banchi sotto lo sguardo attento del maestro Giuseppe Orlando, ha resistito alla vita, alla distanza e agli anni.

Ogni 1° ottobre, ormai per consuetudine, quegli scolari – uomini ormai – si ritrovano vicino alla vecchia scuola elementare, nel medesimo luogo dove, nel lontano ‘57, fu scattata una foto che li ritraeva uniti, pieni di sogni, in grembiule nero e col fiocco blu.

Erano in quindici allora: Mastronardi Antonio, Melloni Antonio, Patriarca Tonino, Busico Settimio, Ferrucci Domenico, Manuppella Giovanni, Di Pilla Antonio, Catolino Michele, Di Sabato Nicola, Di Nucci Giovanni, De Simone Nicodemo, Carlomagno Giovanni, Vecchiarelli Carmine e Di Lullo Lino. Volti giovani, speranze grandi, e un maestro che seppe essere più di un semplice educatore: un seminatore di valori.

Ora, a sette decenni di distanza da quei primi passi, il gruppo torna fedelmente ad appuntarsi proprio lì, vicino alla struttura della vecchia scuola elementare tutt'ora esistente. Alcuni compagni, purtroppo, non ci sono più; altri non sempre riescono a partecipare. Ma chi è presente porta ogni volta con sé il ricordo di tutti.

Nel nuovo scatto di quest'anno ci sono uomini maturi, professionisti affermati, ma soprattutto amici rimasti legati da un filo invisibile. Tra loro, , l’agronomo Melloni, il dottor Manuppella, il geologo Vecchiarelli, l’ingegnere Di Pilla, il dottor Mastronardi e il docente Catolino. Un ritratto di vite ben riuscite, di semi cresciuti forti.

Tra strette di mano, abbracci e occhi lucidi, non sono mancati i ricordi durante il ritrovo di questo 1° ottobre: i giochi nel cortile, i rimproveri bonari del maestro Orlando, le prime parole scritte in bella calligrafia. E proprio a lui, al maestro che li ha guidati da piccoli con fermezza e dolcezza, è andato il pensiero più sentito: “Ci ha insegnato a essere uomini, prima ancora che studenti”.

In un’epoca in cui tutto corre veloce e i rapporti si sfaldano, questa rimpatriata annuale di amicizia, memoria e riconoscenza rappresenta un raro e prezioso esempio di umanità autentica. Un ritorno alle radici che si rinnova puntuale ogni primo del mese di ottobre, con lo stesso cielo di Agnone a fare da testimone e la stessa luce a illuminare volti diversi, ma gli stessi cuori.

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